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Le voci circolate in mattinata hanno trovato conferma poche ore dopo: Xbox ha annunciato ufficialmente un nuovo giro di licenziamenti che coinvolgerà 268 dipendenti, accompagnato da una riorganizzazione piuttosto pesante degli studi interni. Non si tratta di un episodio isolato, ma di un passaggio ulteriore del piano di “reset” che la divisione gaming di Microsoft porta avanti ormai da mesi. Basti ricordare quello che era successo quest’estate, quando a lasciare l’azienda erano state circa 1.600 persone, con la chiusura di diversi studi lungo la strada.
La comunicazione è arrivata per via interna, firmata da Matt Booty, Executive Vice President e Chief Content Officer di Xbox, una delle figure più vicine all’amministratrice delegata Asha Sharma. Un documento asciutto, che però mette nero su bianco quali aree verranno toccate e in che misura.
Dove cadono i tagli e quanto pesa la ristrutturazione
Booty ha spiegato che i licenziamenti riguardano Halo Studios, altri team first party e una parte delle funzioni centrali di Xbox Game Studios. Parliamo quindi non solo di sviluppo vero e proprio, ma anche di quei reparti trasversali che tengono insieme la macchina produttiva, dalla gestione dei progetti al supporto operativo. Secondo il dirigente, sommando quanto fatto finora, si è arrivati a circa tre quarti del piano di ristrutturazione complessivo annunciato nei mesi scorsi. Tradotto: un quarto del percorso resta ancora da completare, e questo lascia intuire che il capitolo non sia chiuso.
Il dato numerico, 268 posti, è più contenuto rispetto all’ondata estiva, ma il peso specifico di queste decisioni si misura soprattutto guardando a chi viene colpito. E qui il nome che salta all’occhio è uno solo.
Halo Studios ridimensionato, la saga passa di mano
Per Halo Studios la situazione è delicata. Lo studio non chiuderà i battenti, questo va detto subito, ma verrà ridimensionato in modo consistente. Il punto però è un altro, ed è quello che farà discutere di più tra i giocatori: il team non lavorerà a un nuovo capitolo della saga. Il suo compito sarà limitato al supporto dei giochi già disponibili e alla gestione della community di Halo, che resta una delle più longeve e affezionate dell’intero panorama console.
Chi si occuperà allora del prossimo Halo? Un team costruito appositamente, nuovo di zecca, che lavorerà sotto la supervisione di Activision. Una scelta che, vista da fuori, ha una sua logica industriale abbastanza evidente. Activision gestisce da anni Call of Duty, ovvero il franchise di sparatutto in prima persona di maggior successo di sempre, con una macchina produttiva rodata, cicli di sviluppo serrati e una conoscenza del genere che pochi altri possono vantare. Resta il fatto, ed è giusto sottolinearlo, che Call of Duty e Halo sono due animali molto diversi tra loro, per ritmo, struttura, immaginario e aspettative del pubblico.
Un percorso iniziato mesi fa
Mettendo in fila gli ultimi movimenti, il quadro che emerge è quello di una Xbox che sta rimodellando la propria struttura produttiva in profondità, spostando risorse, accorpando competenze e ridefinendo chi si occupa di cosa. I 1.600 licenziamenti dell’estate, le chiusure di studi, ora questi 268 tagli e la riorganizzazione interna: sono tasselli dello stesso disegno, non decisioni scollegate tra loro.
Il passaggio di Halo a un team supervisionato da Activision è probabilmente il segnale più forte di questa fase, perché tocca un marchio identitario, quello che più di ogni altro ha definito l’immagine della console fin dai suoi esordi. La storica saga di Master Chief continuerà quindi a esistere, ma nascerà altrove, con persone diverse e sotto un’altra regia.
Fonte: TecnoAndroid








