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La verifica dell’età su X finisce sotto la lente dell’autorità irlandese per i media, la Coimisiún na Meán, che ha aperto un’indagine formale sulla piattaforma di Elon Musk per possibile violazione dell’Online Safety Code. Il nodo è duplice: da un lato meccanismi di controllo anagrafico che secondo i regolatori non funzionerebbero davvero, dall’altro controlli parentali giudicati poco visibili e sostanzialmente inefficaci. Il risultato, stando alle valutazioni preliminari dell’organismo irlandese, è che utenti minorenni possono arrivare senza troppi ostacoli a contenuti destinati a un pubblico adulto.
L’organismo irlandese svolge un ruolo paragonabile a quello dell’AGCOM in Italia e negli ultimi tempi ha alzato parecchio l’asticella nei confronti delle grandi piattaforme. Il team dedicato ha effettuato una serie di verifiche su X e da lì sono emersi i dubbi che hanno fatto scattare il procedimento. Non si tratta ancora di una condanna, ovviamente, ma di un’istruttoria che dovrà accertare se gli obblighi previsti dalla normativa siano stati rispettati oppure no.
Cosa prevede l’Online Safety Code per le piattaforme
Le regole sono piuttosto esplicite. Una piattaforma che consente la pubblicazione di materiale per adulti deve impedire che i minori si imbattano in video con contenuti pornografici, violenza estrema o atti di crudeltà. Non basta chiedere all’utente quanti anni ha e fidarsi della risposta: su questo punto la Coimisiún na Meán è stata chiara, l’autodichiarazione da sola non è considerata una misura sufficiente.
C’è poi il capitolo dei controlli parentali, che nel caso di X sembra il punto più debole. Secondo l’autorità gli strumenti a disposizione di genitori e tutori sarebbero difficili da trovare all’interno dell’interfaccia e, cosa forse ancora più rilevante, non vengono segnalati ai nuovi iscritti nel momento in cui creano l’account. Chi non sa che esistono, in pratica, difficilmente li andrà a cercare.
John Evans, Digital Services Commissioner dell’autorità irlandese, ha spiegato il ragionamento in modo diretto: le piattaforme accessibili ai minori che ospitano contenuti video riservati agli adulti, dal materiale pornografico alla violenza gratuita fino agli atti di crudeltà, devono garantire che quei contenuti non siano normalmente raggiungibili dai più giovani, adottando misure efficaci di verifica dell’età. E ha aggiunto che i servizi aperti a utenti sotto i 16 anni devono mettere a disposizione strumenti gestiti da genitori o tutori, funzionanti, facili da individuare e segnalati esplicitamente al momento della registrazione.
X rischia una sanzione milionaria
La posta in gioco non è simbolica. Chi viola l’Online Safety Code può incassare una sanzione fino al 10% delle entrate globali annuali oppure fino a 20 milioni di euro. Per una società delle dimensioni di X si parla quindi di cifre importanti, anche se il procedimento è appena partito e servirà tempo prima di arrivare a una decisione definitiva.
Il quadro normativo irlandese ha un peso specifico che va oltre i confini nazionali, perché Dublino ospita le sedi europee di buona parte delle grandi aziende tecnologiche. Quello che decide la Coimisiún na Meán finisce quindi per avere ricadute su tutto il mercato continentale, e le piattaforme lo sanno bene.
Nel frattempo la questione della tutela dei minori online continua a occupare un posto centrale nell’agenda dei regolatori europei. La direzione indicata dall’autorità irlandese punta verso sistemi di controllo anagrafico più solidi, capaci di andare oltre la semplice casella da spuntare al momento dell’iscrizione, e verso strumenti di supervisione familiare che siano davvero utilizzabili da chi non ha particolare dimestichezza con le impostazioni di un social network. L’indagine su X, avviata a settembre 2026, si concentrerà quindi sulla verifica puntuale del rispetto di questi obblighi da parte della società guidata da Elon Musk.








