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Lo sciopero WINDTRE proclamato per lunedì 12 Ottobre 2026 coprirà l’intero turno di lavoro e chiuderà un mese di mobilitazione nazionale che ha già toccato tutte le sedi dell’operatore. A indirlo sono state SLC CGIL, FISTel CISL e UILFPC UIL, che hanno scelto la strada dell’astensione totale dopo un confronto con l’azienda finito in un vicolo cieco. Il nodo, come spesso accade in queste vertenze, è il rinnovo del contratto di secondo livello, fermo da tempo e diventato il punto di attrito principale tra le parti.
La macchina si è messa in moto il 14 Settembre 2026, quando è partita la fase di mobilitazione vera e propria. Da quella data, e fino al giorno dello sciopero, resta in vigore il blocco degli straordinari, del lavoro supplementare e della reperibilità, una misura annunciata con una nota unitaria dell’11 Settembre 2026. Tradotto in pratica, per quasi un mese le attività fuori orario ordinario si fermano, con tutto quello che comporta per la gestione dei turni e dei servizi.
Perché i sindacati hanno deciso di fermarsi
La mobilitazione è arrivata dopo la chiusura con esito negativo delle procedure di raffreddamento, quelle previste dalla Legge 146/1990 per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Si tratta del passaggio obbligato prima di poter proclamare un’astensione dal lavoro nel settore delle telecomunicazioni, ed è lì che, secondo le organizzazioni sindacali, non si sono create le condizioni per arrivare a un accordo sul secondo livello aziendale.
Nel comunicato congiunto le sigle mettono in fila diverse questioni economiche. Gli importi dell’integrativo aziendale, in particolare quelli legati alla reperibilità, al lavoro programmato notturno e ai ticket restaurant, sarebbero ancora fermi ai valori del 2008 e in seguito ridotti nel 2012. Sono cifre che, stando a quanto sostengono i sindacati, non hanno mai seguito l’andamento dei costi reali, e che restano oggi lontane da quanto verrebbe considerato adeguato.
C’è poi un secondo fronte aperto, quello del Premio di Risultato 2026, che non è stato sottoscritto. Nel documento unitario trovano spazio anche alcune valutazioni sulla gestione aziendale e sulle politiche retributive adottate da WINDTRE, posizioni espresse dalle organizzazioni sindacali all’interno della vertenza in corso e che rientrano nel confronto aperto con l’azienda.
Come si arriva al 12 Ottobre 2026
Il calendario della mobilitazione è piuttosto lineare. Dal 14 Settembre al 12 Ottobre 2026 restano sospesi straordinari, lavoro supplementare e reperibilità, una forma di pressione graduale che precede l’atto finale. Poi, lunedì 12 Ottobre 2026, scatta lo sciopero nazionale per l’intero turno di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori WINDTRE, senza fasce parziali o limitazioni orarie.
Nel frattempo SLC CGIL, FISTel CISL e UILFPC UIL hanno annunciato una serie di assemblee nelle sedi WINDTRE. L’obiettivo dichiarato è tenere aggiornato il personale sulle iniziative intraprese e sull’andamento della trattativa, un lavoro di informazione capillare che nelle vertenze di questo tipo pesa quanto la protesta in sé. Le assemblee si svolgono nelle diverse sedi sparse sul territorio, così da coinvolgere anche chi lavora lontano dai poli principali.
Per un operatore con una base di dipendenti distribuita tra call center, uffici tecnici e strutture di rete, un’astensione che copre l’intero turno non è un dettaglio organizzativo di poco conto. Il blocco della reperibilità, in particolare, incide sulle attività che di solito vengono gestite fuori dall’orario standard, e nelle settimane precedenti allo sciopero rappresenta già di per sé un segnale forte verso l’azienda.
Fonte: TecnoAndroid








