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Dalla Cina arriva il debutto ufficiale di Vivo WATCH 6, uno smartwatch che prova a tenere insieme due anime spesso in conflitto, quella dell’orologio elegante da portare anche in ufficio e quella del compagno di allenamento sempre pronto a registrare battiti, passi e prestazioni. La formula non è nuova, ma qui il produttore cinese sembra averci lavorato con una certa attenzione ai dettagli, a partire dai materiali fino ad arrivare a un’autonomia dichiarata che fa alzare più di un sopracciglio.
Il punto di partenza è il display AMOLED circolare da 1,47 pollici, con risoluzione di 466 x 466 pixel e refresh rate a 60 Hz. Numeri che sulla carta dicono poco, ma che tradotti in esperienza quotidiana significano animazioni fluide e testi ben definiti anche su una superficie così piccola. La luminosità di picco tocca i 3.500 nit, valore che serve soprattutto quando il sole picchia forte e lo schermo rischia di diventare illeggibile. A proteggere il tutto c’è il vetro zaffiro, materiale scelto da chi non vuole ritrovarsi graffi dopo la prima settimana di utilizzo.
Cassa, materiali e connettività di Vivo WATCH 6

Credits: TecnoAndroid
La cornice attorno allo schermo misura appena 1,49 mm, un dettaglio che sulla percezione visiva conta parecchio, perché restituisce l’idea di un quadrante che occupa quasi tutta la superficie disponibile. La cassa ha un diametro di 45 mm, quindi siamo dalle parti degli orologi di taglia generosa, e arriva in tre colorazioni. La scelta è tra acciaio inossidabile e titanio, due strade che cambiano sia il peso al polso sia il posizionamento commerciale del prodotto.
Sul fronte connettività il quadro è piuttosto completo. C’è il Bluetooth 5.4, c’è l’NFC per i pagamenti e i trasporti, e soprattutto c’è il GPS a doppia frequenza, quello che serve davvero quando si corre tra i palazzi o su sentieri coperti dagli alberi e il segnale tende a ballare. Per chi vuole lasciare lo smartphone a casa è disponibile anche una variante con connettività dati grazie al supporto eSIM, così da restare raggiungibili durante una corsa o una sessione in palestra.
Sensori, batteria e prezzi di Vivo WATCH 6

Credits: TecnoAndroid
Il pacchetto di sensori copre più o meno tutto quello che ci si aspetta da un dispositivo di questa categoria. Un sensore ottico si occupa del monitoraggio della frequenza cardiaca e dell’ossigenazione del sangue, mentre accelerometro, giroscopio, sensore geomagnetico, barometro e sensore di luce ambientale completano il corredo. Non mancano microfono e altoparlante, quindi le chiamate al polso sono gestibili senza problemi.
Il capitolo più interessante riguarda però la batteria da 505 mAh, che secondo il produttore garantisce fino a 21 giorni di autonomia con un utilizzo leggero. Un dato da prendere come indicazione di massima, visto che l’uso reale tra allenamenti tracciati con il GPS e schermo sempre acceso cambia sensibilmente le carte in tavola. A gestire il tutto c’è BlueOS 4.0, il sistema operativo proprietario sviluppato internamente dall’azienda.
Sul listino cinese la versione con cassa in acciaio inossidabile parte da 999 yuan, ovvero circa 130 euro, mentre la variante con connessione dati sale a 1.399 yuan, all’incirca 180 euro. Il modello in titanio viene proposto soltanto con connettività dati a 1.999 yuan, quindi intorno ai 260 euro. Cifre che, rapportate alla scheda tecnica, raccontano di un prodotto costruito per essere aggressivo sul prezzo nel mercato interno.
Al momento non ci sono indicazioni ufficiali su un eventuale arrivo di Vivo WATCH 6 in Europa, e la pagina dedicata al dispositivo è consultabile sul sito del produttore.
Fonte: TecnoAndroid








