Vai al contenuto
Offerte

Windows Media Player Legacy addio ai sottotitoli: cosa cambia

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Chi ancora si affida a Windows Media Player Legacy per guardare un film con i sottotitoli attivi farebbe bene a prepararsi a cambiare abitudini, perché Microsoft ha iniziato a smontare pezzo per pezzo la vecchia applicazione. Niente annunci in pompa magna, nessun avviso preventivo particolarmente chiaro: semplicemente, alcune funzioni smettono di rispondere e al loro posto compare un messaggio che invita a passare alla versione più recente del lettore multimediale. Un metodo poco elegante, ma indubbiamente efficace.

Il contesto è quello di Windows K2, l’iniziativa con cui Microsoft sta rimettendo mano a parecchie aree del sistema operativo. Da una parte arrivano miglioramenti attesi da anni, come i menu contestuali di Windows 11 finalmente resi più sensati e meno labirintici. Dall’altra, però, si intravede una strategia parallela: accompagnare fuori dalla porta il software più datato, spingendo gli utenti verso le versioni aggiornate. Era già successo con gli utenti di Windows 10, tagliati fuori dalle nuove funzioni di Microsoft 365. Ora tocca al lettore multimediale storico.

Cosa sparisce nella build 29648

Il segnale più concreto arriva dalla build 29648 di Windows, dove provare ad attivare la funzione “Testi, didascalie e sottotitoli” dalle impostazioni di Windows Media Player Legacy non porta da nessuna parte. Al posto dell’attivazione compare un messaggio di errore che spiega, senza troppi giri di parole, che la versione Legacy dell’app non supporta più quella funzione. Subito dopo arriva il suggerimento: se serve davvero, meglio usare il nuovo Windows Media Player.

A rendere la cosa ancora più evidente è il confronto tra le due interfacce. Prima dell’aggiornamento, il menu permetteva di attivare o disattivare la funzione con un semplice interrbuttore, come è sempre stato. Adesso l’unica voce selezionabile è “Attivo se disponibile“, che poi è esattamente quella che fa comparire l’errore. Una scelta che lascia poco spazio all’interpretazione, perché di fatto l’opzione resta visibile ma non produce alcun effetto utile. La segnalazione è arrivata dalla community di appassionati che monitora le build di anteprima, quelle che di solito anticipano di settimane o mesi ciò che finirà sui computer di tutti. Il fatto che la modifica compaia lì non significa che sia già arrivata ovunque, ma la direzione è quella e difficilmente cambierà rotta.

Il problema del nuovo lettore e il confronto con VLC

C’è però un dettaglio che rende la manovra meno indolore di quanto Microsoft vorrebbe. Il nuovo Windows Media Player è certamente più moderno nell’aspetto e meglio integrato nel sistema, ma non copre ancora tutto quello che gli utenti si aspettano da un riproduttore completo. E qui entra in gioco il paragone inevitabile con VLC, che continua a fare cose che il lettore integrato in Windows 11 non riesce a fare.

Il punto, insomma, non è tanto il pensionamento della vecchia app, operazione fisiologica per qualsiasi software con parecchi anni sulle spalle. Il punto è il momento scelto. Chiudere le porte alla versione Legacy prima di aver colmato le lacune della nuova rischia di ottenere l’effetto opposto a quello desiderato, spingendo chi tiene ai sottotitoli e alle funzioni avanzate direttamente tra le braccia di alternative gratuite e più flessibili.

Per chi usa il computer in modo essenziale, il cambio sarà probabilmente indolore. Per tutti gli altri, quelli che hanno costruito abitudini precise attorno a un’app rimasta praticamente identica per un decennio, la transizione somiglia più a una forzatura che a un invito. E il messaggio di errore che compare al posto dell’interruttore dei sottotitoli è il modo più diretto con cui Microsoft sta comunicando che quella strada, ormai, è chiusa.

Condividi:
94 Condivisioni