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Windows Autopilot Device Preparation: enrollment cambia nel 2026

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Chi gestisce parchi di PC aziendali si è già accorto che Windows Autopilot Device Preparation è diventata la strada che Microsoft indica come preferita, almeno per i computer con Windows 11 configurati direttamente dalla persona che li userà e aggiunti a Microsoft Entra ID. L’indicazione arriva a settembre 2026 e non è una semplice rifinitura: cambia il modo in cui dispositivi, gruppi, applicazioni e criteri si incontrano durante la fase di enrollment. L’idea di fondo resta quella nata quasi dieci anni fa, quando nel 2017 Autopilot venne presentato per togliere all’IT una delle attività più costose in assoluto, cioè preparare a mano ogni singola macchina prima di consegnarla.

Il meccanismo originale aveva già spostato buona parte del provisioning nel cloud. Il computer conserva l’immagine Windows installata dal produttore, durante la configurazione iniziale si collega ai servizi Microsoft e riceve automaticamente applicazioni, criteri di sicurezza e impostazioni attraverso Microsoft Intune. Nessun imaging, nessuna immagine aziendale da aggiornare con driver e software prima della distribuzione.

Come funzionava Autopilot e dove si è ingolfato

Il processo classico interviene durante la Out of Box Experience, la procedura che compare al primo avvio del sistema operativo. Il dispositivo viene riconosciuto dal servizio, scarica un deployment profile e può entrare da solo in Microsoft Entra ID e in Intune, che da quel momento distribuisce app, policy di sicurezza, configurazioni VPN, certificati, impostazioni Defender e tutto ciò che l’organizzazione ha associato al PC o all’utente.

Il punto delicato è che il computer deve comparire in anticipo nel servizio. L’identificazione passa spesso dal cosiddetto hardware hash, un identificatore generato partendo dalle informazioni hardware della macchina. OEM e rivenditori possono registrare direttamente i dispositivi acquistati, mentre nei laboratori o nei deployment manuali l’amministratore esporta l’hash e lo importa in Intune. Poi iniziano le associazioni: deployment profile, Enrollment Status Page, gruppi Entra, group tag, applicazioni, criteri. Flessibile, certo, ma con gli anni la catena si allunga, soprattutto dove sono state costruite molte regole dinamiche e varianti del processo.

Cosa introduce Device Preparation

Qui sta il ribaltamento. Invece di costruire il deployment attorno a un dispositivo già registrato, il provisioning parte quando l’utente autorizzato esegue l’accesso durante la OOBE. Una device preparation policy raccoglie in un unico posto elementi che prima vivevano separati: esperienza iniziale, naming del PC, applicazioni essenziali, script PowerShell e gruppo in cui inserire il dispositivo.

La differenza più interessante sul piano tecnico riguarda l’Enrollment Time Grouping. Con Autopilot tradizionale è normalissimo affidarsi a gruppi dinamici di Entra che leggono attributi del dispositivo, per esempio i group tag, prima di assegnare configurazioni e software. Quell’elaborazione introduce attese e dipendenze difficili da diagnosticare quando qualcosa si blocca. Device Preparation usa invece un gruppo di sicurezza statico, di tipo Assigned, e Intune ci inserisce il computer in automatico seguendo la policy. Nessuna attesa perché Entra valuti una regola dinamica.

Cambia anche la schermata di attesa. La Enrollment Status Page, quella che trattiene l’utente fuori dal desktop finché app e criteri obbligatori non risultano installati, lascia spazio a una nuova device preparation page. Il principio è lo stesso, però l’amministratore vede con molto più dettaglio quali applicazioni o script sono andati a termine, quali hanno fallito e quali sono stati saltati. Il reporting del modello vecchio non lavora davvero in tempo reale e si concentra sui deployment dei dispositivi registrati, mentre il nuovo restituisce informazioni quasi immediate sull’avanzamento.

Quando conviene restare sul modello classico

Microsoft stessa frena sulle migrazioni fatte tanto per fare. Chi usa il pre provisioning, cioè prepara app e configurazioni prima della consegna del PC, deve continuare con Autopilot tradizionale. Vale lo stesso per la modalità self deploying, preziosa per chioschi, digital signage e macchine condivise che si configurano senza credenziali utente.

Serve ancora anche per Microsoft Entra hybrid join. L’indicazione per i nuovi deployment nativi cloud è Entra join, però molte aziende hanno applicazioni, GPO o dipendenze da Active Directory locale che non si smontano in fretta. Altra eccezione: Autopilot into co management con Configuration Manager, scenario non supportato da Device Preparation, dove forzare la mano porta a errori o timeout durante il provisioning. E chi deve ancora gestire Windows 10 non ha alternative, perché il nuovo modello riguarda solo Windows 11.

Nessuna dismissione, quindi. Cambia la priorità: per i PC Windows 11 aziendali configurati dall’utente e aggiunti a Entra, Device Preparation è il percorso raccomandato e su questo si concentreranno gli investimenti futuri.

Fonte: TecnoAndroid

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