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Gemini amplia le App Connesse: Adobe, Peloton e Airtable

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Google ha deciso di allargare ancora il perimetro di Gemini, l’assistente basato sull’intelligenza artificiale, con una nuova ondata di App Connesse che entrano a far parte dell’ecosistema. L’idea di fondo è semplice e per certi versi anche piuttosto ambiziosa: evitare che l’utente debba saltare da una scheda all’altra del browser per portare a termine un’attività, concentrando tutto dentro un’unica conversazione. Gestione dei progetti, lavoro creativo, persino la pianificazione degli allenamenti, il tutto senza uscire dall’assistente.

Per chi non avesse seguito l’evoluzione della funzione, vale la pena ricordare cosa sono esattamente. Le App Connesse, prima conosciute con il nome di “Estensioni”, sono quei servizi di Google o di terze parti con cui Gemini riesce a dialogare direttamente per completare una richiesta e restituire risposte più concrete. Non si tratta quindi di un semplice collegamento esterno, ma di una vera interazione tra l’assistente e il servizio in questione.

Produttività, creatività e vita di tutti i giorni

Le nuove integrazioni in distribuzione si dividono in tre grandi famiglie. Sul fronte della produttività arrivano nomi che chi lavora con database, documenti e gestione di progetti conosce bene: Airtable, Linear, monday.com, PandaDoc, Wispr AI e Zoho. Sono strumenti pensati per organizzare flussi di lavoro, tenere in ordine archivi di dati, dettare appunti al volo e gestire la documentazione. Averli raggiungibili tramite un comando testuale dentro Gemini cambia parecchio il modo in cui si imposta una giornata di lavoro, soprattutto per chi si trova a rimbalzare tra cinque o sei piattaforme diverse nell’arco di poche ore.

Il capitolo creatività porta in dote Adobe, Picsart, Squarespace e Webflow. Qui il terreno è quello del design grafico, della costruzione di siti web e in generale della trasformazione di un’idea in qualcosa di visibile. Un’integrazione che ha senso soprattutto per chi lavora in ambito visual e ha bisogno di passare rapidamente dal concetto alla bozza, senza perdere tempo tra esportazioni e passaggi intermedi. La terza categoria è forse la più curiosa, perché riguarda la quotidianità pura. Ci sono apartments.com per la ricerca di un appartamento, Experian per tenere d’occhio la propria situazione creditizia, Peloton per organizzare le sessioni di allenamento e SeatGeek per la caccia ai biglietti degli eventi. Servizi molto diversi tra loro, accomunati dal fatto di rispondere a esigenze pratiche che normalmente richiederebbero una ricerca separata su ciascuna piattaforma.

Come attivare e disattivare le App Connesse

Il meccanismo di gestione resta quello già collaudato e non cambia di una virgola. Ogni utente decide in autonomia quali App Connesse tenere attive e quali invece disattivare, senza che nulla venga imposto dall’alto. Il pannello di controllo si trova all’indirizzo gemini.google.com/apps, oppure, per chi preferisce muoversi da smartphone, nella sezione dedicata alle App Connesse all’interno delle impostazioni dell’applicazione mobile di Gemini.

È un dettaglio che conta più di quanto sembri. Collegare un servizio come Experian o un gestionale aziendale a un assistente conversazionale significa concedere un certo livello di accesso ai propri dati, quindi poter accendere e spegnere ogni singola integrazione con un tocco resta una garanzia minima ma necessaria. La distribuzione è partita e le nuove app stanno raggiungendo gli utenti in modo graduale, come avviene di consueto per questo tipo di aggiornamenti. Il quadro complessivo racconta di un assistente che sta smettendo di essere solo un generatore di testo per diventare qualcosa di più simile a un punto di raccolta. Meno finestre aperte, meno passaggi manuali, più operazioni delegate. L’elenco dei partner continua a crescere e con ogni nuova tornata Google aggiunge un tassello a un ecosistema che, integrazione dopo integrazione, si fa sempre più denso.

Fonte: TecnoAndroid

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