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Scarlett Johansson: la telefonata di Feige prima di Infinity War

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Scarlett Johansson ha raccontato per la prima volta con una certa precisione come le venne comunicata la morte di Natasha Romanoff, e il dettaglio più curioso è che la telefonata arrivò molto prima di quanto chiunque immaginasse. Non dopo, non durante le riprese di Avengers: Endgame, ma addirittura prima che iniziasse a girare Avengers: Infinity War. A chiamarla fu direttamente Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, con un giro di parole che l’attrice ricorda ancora oggi quasi sillaba per sillaba.

Il contesto aiuta a capire perché la cosa torni d’attualità adesso. Robert Downey Jr. è rientrato nell’universo Marvel con un personaggio completamente diverso, il Dottor Destino, e questo ritorno è uno dei principali motivi di richiamo di Avengers: Doomsday, diretto da Joe Russo e Anthony Russo, in sala dal 18 dicembre 2026. Colui che per quattro film aveva guidato il gruppo di eroi ne diventa la minaccia principale, e i fan hanno trovato lì un motivo in più per aspettare l’uscita con una certa impazienza. Nel frattempo, però, gli altri volti storici hanno voltato pagina. Johansson per prima.

La telefonata di Kevin Feige e quel “suppongo che sia il mio turno”

Il racconto dell’attrice, affidato a un’intervista, è asciutto e privo di drammi costruiti a posteriori. “Fu prima di girare Infinity War che scoprii cosa sarebbe successo in Endgame”, ha spiegato. “Kevin mi chiamò e mi disse: guarda, ovviamente siamo in un momento in cui ci saranno grandi sacrifici e perdite importanti. Ce lo aspettavamo tutti. Quindi non sembrava fuori luogo. Aveva senso per me, immagino, anche se la cosa mi rendeva triste”.

Il passaggio più umano arriva subito dopo, quando la conversazione finisce e resta solo il silenzio. “Ma dopo aver riattaccato il telefono ricordo di aver pensato: va bene. Suppongo che sia il mio turno. E mi ci volle un minuto per elaborarlo. Fu agrodolce, ma non fu uno shock”. Nessuna scenata, nessuna sorpresa clamorosa. Più la conferma di un sospetto che aleggiava da tempo tra chi lavorava a quei film.

Vormir, il sacrificio e quello che è venuto dopo

Chi ha visto Avengers: Endgame ricorda bene le due uscite di scena che hanno segnato la fine del gruppo originale. Tony Stark, ovvero Iron Man, si sacrifica schioccando le dita per sconfiggere Thanos, interpretato da Josh Brolin. Natasha Romanoff, invece, si lancia nel vuoto su Vormir perché i compagni possano ottenere la Gemma dell’Anima. Due addii diversi nel tono, identici nella funzione narrativa.

Per il personaggio di Vedova Nera, però, la storia non si è chiusa lì. Nel 2021 è arrivato il film in solitaria diretto da Cate Shortland, ambientato dopo gli Accordi di Sokovia e costruito attorno alla fuga della spia russa. È lì che il pubblico ha conosciuto pezzi del suo passato e, soprattutto, una famiglia adottiva diventata poi centrale nelle fasi successive dell’universo Marvel: Alexei Shostakov, il Guardiano Rosso interpretato da David Harbour, e Yelena Belova, con il volto di Florence Pugh. Personaggi nati come contorno e finiti al centro della scena.

Sono passati sette anni da Avengers: Endgame e la maggior parte degli interpreti storici ha chiuso il proprio capitolo. Le voci su possibili ritorni continuano a circolare, e Downey Jr. potrebbe non essere l’unico a rimettere piede nel franchise, ma per Scarlett Johansson quella stagione appartiene ormai al passato, sigillata proprio da quel film del 2021 che ha funzionato come commiato definitivo. Nel cast di Avengers: Doomsday figurano tra gli altri Chris Evans e Chris Hemsworth, accanto allo stesso Downey Jr. nei panni del nuovo antagonista. L’appuntamento nelle sale è fissato per il 18 dicembre 2026.

Fonte: TecnoAndroid

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