Willem Dafoe ha lasciato il segno sul set spagnolo della sua ultima pellicola, tanto che i colleghi iberici ne parlano ancora con entusiasmo. Il divo di Hollywood ha condiviso il grande schermo con un gruppo di attori spagnoli molto conosciuti, colpendoli sia per il modo di lavorare sia per l’atteggiamento avuto con tutti i membri della troupe. Il film in questione è The Birthday Party, coproduzione tra Grecia, Spagna, Regno Unito e Paesi Bassi, diretta dal regista spagnolo Miguel Ángel Jiménez. Dopo il passaggio in vari festival, la pellicola è arrivata nelle sale spagnole lo scorso venerdì.
La storia è ambientata negli anni Settanta, su un’isola del Mediterraneo. Si tratta dell’adattamento del romanzo The Birthday Party di Panos Karnezis, che è anche il titolo originale della pellicola. Il racconto ruota attorno a una festa lussuosa organizzata dal magnate Marcos Timoleon, interpretato proprio da Dafoe. L’occasione è il venticinquesimo compleanno della figlia Sofia, interpretata da Vic Carmen Sonne, e l’evento attira ospiti di ogni tipo. Ci sono figure importanti che trasformano la celebrazione in un palcoscenico di trattative e persone della cerchia più privata del magnate, ciascuna con i propri interessi. Nel frattempo Marcos trama in segreto un piano funesto per il futuro di Sofía.
Un cast internazionale e tre attori spagnoli
Alla guida di un cast davvero variegato, con interpreti provenienti da Stati Uniti, Danimarca, Regno Unito, Grecia e Spagna, gli attori spagnoli che hanno avuto la possibilità di lavorare accanto alla veterana stella di Hollywood sono stati Emma Suárez, Francesc Garrido e Carlos Cuevas. Per tutti loro è stata un’esperienza piacevole.
Proprio Cuevas lo ha ribadito più volte nelle interviste recenti. Non si considera un mitomane, ma per lui Dafoe rientra tra i tre attori che ammira di più in assoluto. Della sua esperienza ne ha parlato durante una visita a La Script con la giornalista María Guerra, definendolo un punto di riferimento assoluto.
“È incredibile. È un riferimento totale per l’aspetto interpretativo, per quello personale, per come intende il mestiere”, ha assicurato Cuevas, visibilmente conquistato dall’esperienza. E ha aggiunto un dettaglio che dice tutto: si tratta di un tipo ultra lavoratore, super rispettoso, quello che faceva più ore di tutti. Non lo ha mai visto con un cellulare in mano. Nelle scene che non doveva girare rimaneva comunque sul set a guardare, senza sparire in camerino.
La scena della danza e l’assenza di gerarchie
C’è un episodio in particolare che ha colpito Carlos Cuevas. Nel film Dafoe aveva una scena molto complicata, doveva ballare una danza tradizionale greca e gli premeva parecchio che i greci la accettassero come autentica. Un po’ come se un attore americano si mettesse a ballare il flamenco. “E siamo arrivati sul set e Willem era già lì con le cuffie, quando mancavano ancora due ore alle riprese”, ha ricordato l’attore.
Cuevas è rimasto colpito anche dal modo in cui Dafoe trattava il resto del cast, con assoluta professionalità e rifuggendo qualsiasi tipo di gerarchia. “È un tipo con un impegno pazzesco, che viene dal teatro, che ha un mestiere enorme e che sa perfettamente qual è la figura che ricopre su un set. Fa saltare qualunque tipo di gerarchia dal minuto zero. Il giorno che l’ho conosciuto stava mangiando una banana e sono andato a salutarlo. Lui aveva un po’ la bocca piena. Gli ho detto: ‘Scusa, Willem, sono Carlos’. E lui mi ha risposto: ‘No, no, so già chi sei, so che personaggio interpreti. Abbiamo una scena molto bella'”.


