Vai al contenuto
Offerte

WiFi pubblico in vacanza: 4 rischi e come difendersi

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Il WiFi gratuito trovato al volo in aeroporto o nella hall dell’hotel sembra sempre una piccola benedizione, soprattutto quando il piano dati all’estero comincia a scarseggiare, eppure proprio quella connessione aperta può trasformarsi nel punto debole di tutta la vacanza, con dati personali, account e pagamenti esposti a occhi indiscreti. Gli esperti di Panda Security, azienda specializzata in soluzioni informatiche per sicurezza e privacy, hanno messo nero su bianco quali sono i pericoli più frequenti e come evitarli senza rinunciare a restare connessi.

Perché in viaggio è difficile fare a meno della rete lo sappiamo tutti. Prenotazioni da controllare, documenti di viaggio da gestire, mappe da consultare, messaggi ai familiari, qualche serata passata a guardare qualcosa online. Il problema è che le reti WiFi pubbliche di stazioni, hotel, campeggi, bar e ristoranti non sono state pensate con la sicurezza al primo posto, e usarle con leggerezza significa lasciare la porta aperta.

I quattro rischi che si nascondono dietro una connessione gratuita

Il primo, il più banale ma anche il più diffuso, riguarda le reti non protette. Nessuna crittografia significa dati che viaggiano in chiaro, visibili in pratica a chiunque si trovi collegato alla stessa rete. Intercettare le comunicazioni diventa un gioco da ragazzi e il rischio di farsi sottrarre le credenziali di accesso si alza parecchio.

Poi c’è la questione malware. Una rete infetta può diffondere software dannoso ai dispositivi collegati, spesso senza che l’utente faccia nulla di particolare. Spyware e ransomware si installano in silenzio, le prestazioni dello smartphone o del portatile peggiorano e il danno viene scoperto quando ormai è tardi.

Il terzo capitolo riguarda il furto di dati sensibili. Accesso non autorizzato a informazioni personali e finanziarie, password sottratte, foto, email, rubrica dei contatti. Da lì all’uso fraudolento dell’identità il passo è corto, con conseguenze che possono tradursi in perdite finanziarie serie e in danni alla reputazione difficili da rimettere a posto.

Infine gli hotspot falsi, quelli che in gergo vengono chiamati Evil Twin. Sono reti create apposta per ingannare i viaggiatori, con nomi identici o quasi a quelli legittimi, del tipo Hotel WiFi Free. Chi ci si collega finisce reindirizzato su pagine di phishing costruite per raccogliere credenziali, e nel frattempo qualcuno controlla per intero il traffico generato dal dispositivo.

Come muoversi senza farsi male

Il consiglio arriva direttamente da Hervé Lambert, Global Consumer Operations Manager di Panda Security, che ha spiegato: “In vacanza tendiamo a cercare connessioni rapide e gratuite, ma ogni rete sconosciuta dovrebbe essere trattata con prudenza. Reti false, portali contraffatti e QR malevoli sfruttano proprio la fretta e la distrazione dei viaggiatori. Per le attività sensibili, come pagamenti o accesso agli account personali, è sempre più sicuro usare dati mobili o una VPN affidabile”.

Il punto centrale sta tutto lì, nella fretta. In viaggio si tende ad abbassare la guardia, si accetta la prima rete disponibile, si inquadra un QR code senza pensarci due volte perché c’è la coda al gate o il taxi che aspetta. Ed è esattamente su questo che contano i truffatori, che non hanno bisogno di tecniche sofisticate quando basta un nome di rete credibile e un utente distratto. La distinzione da tenere a mente è semplice. Consultare una mappa o leggere le notizie su una rete aperta è una cosa, entrare nel conto corrente o completare un pagamento è tutt’altra faccenda. Per quel tipo di operazioni i dati mobili restano l’opzione più sicura, e quando non bastano una VPN affidabile mette una barriera tra le informazioni e chi vorrebbe leggerle. Portali contraffatti e codici QR malevoli continuano a circolare proprio nei luoghi di passaggio, dove il ricambio di persone è alto e nessuno si ferma a controllare due volte.

Condividi:
39 Condivisioni