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WhatsApp ha annunciato ufficialmente oggi, 30 settembre 2026, il parental control per teenager, una funzione pensata per permettere a genitori e tutori di gestire l’esperienza dei ragazzi tra i 13 e i 17 anni all’interno dell’app di messaggistica. Si tratta di un nuovo tassello che si aggiunge agli strumenti già introdotti qualche mese fa per i più piccoli, con l’obiettivo di offrire alle famiglie un controllo più preciso su contatti, gruppi e privacy.
L’11 marzo 2026 erano infatti arrivati gli account gestiti da un genitore, che consentono di configurare WhatsApp per i preadolescenti limitandone l’uso a messaggi e chiamate. Sono riservati a chi ha meno di 13 anni, o comunque un’età inferiore al minimo richiesto nel proprio Paese o nella propria area geografica, e devono essere attivati da un adulto di almeno 18 anni. La novità appena presentata guarda invece alla fascia d’età successiva, quella degli adolescenti veri e propri.
Stando a quanto indicato nel Centro Assistenza, entrambe le soluzioni sono ancora in fase di distribuzione e potrebbero non essere disponibili ovunque. Vale quindi la pena tenere sempre installata l’ultima versione di WhatsApp, scaricabile da Google Play Store per Android e da App Store per iOS.
Come funziona il parental control su WhatsApp
Il nuovo strumento permette ai genitori di intervenire sulle impostazioni sulla privacy dei figli e sul modo in cui questi ultimi possono usare alcune funzioni. Va detto subito che si tratta di controlli facoltativi: i ragazzi possono usare WhatsApp anche senza. Per attivarli, però, serve che un genitore o tutore colleghi il proprio account a quello del teenager.
Una volta stabilito il collegamento, l’adulto può decidere chi ha la possibilità di contattare il figlio, chi può aggiungerlo ai gruppi e chi può vedere le sue informazioni, come l’immagine del profilo. Sia il genitore sia il ragazzo possono consultare e modificare queste opzioni direttamente sul telefono del teenager, grazie a un PIN scelto dal genitore.
C’è poi il capitolo delle notifiche. Per sapere con chi i figli entrano in contatto, i genitori ricevono avvisi su alcune attività, per esempio quando il ragazzo si iscrive a un gruppo o ne crea uno nuovo, oppure quando un gruppo di cui fa parte si allarga. Le possibilità non finiscono qui, perché si può stabilire come usare i canali, quali aggiornamenti di stato vedere e chi può vedere i propri, e persino scegliere l’esperienza Meta AI più adatta, tra l’impostazione predefinita 13+ e l’opzione più restrittiva chiamata “Contenuti limitati”.
Un punto merita attenzione. Anche con i controlli attivi, chiamate e messaggi personali dei ragazzi restano privati e protetti dalla crittografia end to end. Nessuno al di fuori della conversazione, né il genitore né WhatsApp stessa, può leggerne o ascoltarne il contenuto.
La configurazione passo dopo passo
L’attivazione del parental control avviene direttamente dal telefono del figlio. Il genitore o tutore deve essere maggiorenne e tutte e due le parti devono accettare di collegare i rispettivi account. Il percorso parte dal menu Impostazioni, dove si seleziona la voce Parental control e poi Continua. A quel punto va inserita la data di nascita del ragazzo, si conferma l’età e si tocca di nuovo Continua per collegare l’account del genitore.
Sul proprio smartphone l’adulto deve inquadrare con la fotocamera il codice QR mostrato sul dispositivo del figlio e toccare il link che rimanda a WhatsApp. Dopo aver premuto Continua e verificato di essere maggiorenne, bisogna creare un PIN genitore a 6 cifre, indispensabile per accedere alle impostazioni sulla privacy del figlio e da non condividere con lui. Il codice va confermato prima di toccare Continua e poi Fine, per tornare al telefono del ragazzo e completare la procedura.
Sul dispositivo del teenager si inserisce il PIN genitore, si controllano o modificano le opzioni sulla privacy e si sceglie come possono essere usate determinate funzioni, chiudendo con Continua e Fine. Al figlio non resta che leggere la descrizione della nuova esperienza e toccare OK per confermare.
Secondo l’azienda, questi strumenti vengono sviluppati in modo graduale sulla base delle indicazioni raccolte dalle famiglie. Sono i genitori a stabilire il livello di supporto di cui i figli hanno bisogno, con la possibilità di modificare o disattivare i controlli in qualsiasi momento.
Fonte: TecnoAndroid








