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Sulla costa della Florida arriveranno presto armi laser pensate per abbattere i droni non autorizzati che si avvicinano allo spazioporto di Cape Canaveral. L’annuncio riguarda lo spazio aereo attorno alle rampe di lancio e si inserisce in un quadro più ampio, quello di un intreccio sempre più stretto tra attività spaziale e apparato militare negli Stati Uniti. Negli ultimi tempi il governo americano ha ammesso di avere già armamenti posizionati in orbita sopra le nostre teste e ha avviato prove di avvicinamento a scopo strategico. È stato poi firmato un ordine per creare un’Accademia Spaziale destinata a formare sia astronauti sia militari. Perfino la NASA ha lasciato intendere di poter lavorare al ritorno di uno dei più importanti aerei strategici della storia del Paese. Adesso tocca ai laser.
Perché proteggere lo spazioporto dai droni
I numeri spiegano parecchio. Solo a Port Canaveral, nelle immediate vicinanze di Cape Canaveral, nel 2025 sono stati rilevati circa 500 voli di droni privi di autorizzazione. Non tutti nascondono cattive intenzioni. Lo scorso 18 settembre un turista cinese ha ammesso di aver fatto volare un drone sopra il Kennedy Space Center della NASA solo per scattare qualche fotografia. Il timore però è che dietro altri velivoli non ci sia un visitatore curioso ma un’attività di spionaggio legata a forze spaziali o militari straniere.
C’è poi un aspetto molto concreto. I razzi ospitati negli spazioporti hanno serbatoi di carburante enormi che in caso di attacco potrebbero comportarsi come vere e proprie bombe. Proteggere bene l’area diventa quindi una priorità. Finora contro questo genere di intrusioni si è fatto ricorso ai disturbatori di radiofrequenza, capaci di mettere fuori uso eventuali mezzi spia. In un contesto come quello di uno spazioporto però lo stesso sistema rischia di danneggiare le navicelle e i carichi a bordo. Ecco perché le armi laser vengono considerate un’alternativa decisamente migliore.
I precedenti tra successi e figuracce
Per ora non è stato comunicato quando il sistema entrerà in funzione a Cape Canaveral. Test simili sono stati comunque condotti in altre strutture statunitensi con esiti piuttosto altalenanti. Da una parte i laser hanno permesso di intercettare e distruggere numerosi droni spia riconducibili a qualche cartello della droga messicano, e questo è stato senza dubbio un risultato positivo.
Dall’altra parte non sono mancati episodi decisamente meno felici. Lo scorso febbraio l’esercito americano ha utilizzato un’arma laser chiamata LOCUST per colpire quello che sembrava un drone del cartello nel sudovest del Texas. Peccato che il velivolo appartenesse all’Ufficio Dogane e Protezione delle Frontiere (CBP). Un caso di fuoco amico che comunque non è stato il più imbarazzante.
Sempre a febbraio è andata anche peggio all’aeroporto internazionale di El Paso, chiuso all’improvviso per la presenza di un drone sospetto. Era la prima volta dagli attentati dell’11 settembre che si arrivava a una chiusura così repentina. Quando è stato impiegato un laser sperimentale prestato dall’esercito per abbattere l’oggetto si è scoperto che si trattava di un palloncino volato via da una festa per bambini.
Vantaggi e limiti dei laser
A Cape Canaveral i vantaggi delle armi laser sono evidenti. Non danneggiano i veicoli spaziali come potrebbe accadere con i disturbatori e sono già state sperimentate sul territorio americano. Oltre al rischio di colpire il bersaglio sbagliato ci sono però altri inconvenienti. Il sistema copre un’area molto ridotta e potrebbe quindi servirne più di uno. Tende inoltre a surriscaldarsi dopo diversi colpi, dipende parecchio dall’alimentazione elettrica e rende meno in presenza di nuvole o di condizioni meteo avverse.
Non si tratta insomma di una soluzione perfetta, anche se al momento sembra una delle migliori a disposizione per proteggere impianti di questo tipo. Una data pubblica per l’avvio dei test nello spazioporto della Florida non è ancora stata fissata.
Fonte: TecnoAndroid








