In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
Un’attività di Windows attiva di default potrebbe essere la causa dei blocchi del PC che diversi utenti hanno segnalato pochi minuti dopo l’accensione. Il sospetto ricade su un processo collegato a Secure Boot, il meccanismo che Microsoft usa per aggiornare i certificati destinati a proteggere la fase di avvio del sistema. Si tratta quindi di un componente tutt’altro che secondario, e proprio per questo la faccenda merita qualche attenzione in più.
Le testimonianze descrivono uno scenario molto preciso. Il computer si accende senza problemi, il sistema operativo carica il desktop e tutto sembra filare liscio. Poi, dopo circa tre o cinque minuti, Windows smette di rispondere. In parecchi casi il blocco compare soltanto quando il dispositivo è connesso a Internet, un dettaglio che aveva spinto alcuni utenti a cercare il colpevole nella rete. Le verifiche fatte con Gestione attività e Visualizzatore eventi hanno però spostato lo sguardo altrove, verso una parte del sistema che con la connessione in sé c’entra poco.
Perché Secure Boot finisce sotto accusa
Il processo indicato come responsabile si chiama Secure Boot Update ed è una delle voci presenti nell’Utilità di pianificazione di Windows. Viene eseguito in automatico dopo l’avvio e, quando la macchina è online, porta avanti le operazioni di manutenzione legate a Secure Boot. Ecco spiegato il legame con la connessione a Internet che aveva confuso le acque.
Alla base di tutto c’è la distribuzione dei nuovi certificati Secure Boot che Microsoft sta introducendo per sostituire quelli vecchi, ormai vicini alla scadenza. Non è un aggiornamento di facciata. Questa funzione di sicurezza aiuta infatti a impedire che bootkit e rootkit vengano eseguiti durante l’avvio, cioè in un momento in cui il sistema è particolarmente vulnerabile e i normali strumenti di difesa non sono ancora operativi.
Il ruolo del firmware e il blocco che si ripete
Il quadro si complica quando entrano in gioco il firmware UEFI e componenti hardware meno recenti. Secondo la documentazione tecnica, il processo si appoggia al valore di registro AvailableUpdates per tenere il conto delle operazioni ancora da completare. Le varie attività vengono gestite secondo un ordine prestabilito e, se un passaggio fallisce, il suo stato resta in sospeso. A quel punto Windows può riprovare, ed è proprio questo meccanismo a spiegare perché il problema possa ripresentarsi a ogni riavvio.
L’origine del malfunzionamento sarebbe quindi da cercare in incompatibilità o limiti del firmware del dispositivo. Tra gli scenari documentati figurano errori nell’aggiornamento del database Secure Boot e nella fase che riguarda la Key Exchange Key (KEK), oltre ai casi in cui il produttore del computer non abbia fornito una KEK compatibile firmata con la Platform Key. Le segnalazioni, secondo le analisi disponibili, si concentrano proprio su sistemi che incontrano difficoltà durante queste operazioni a livello firmware.
Per controllare la presenza dell’attività basta lanciare in PowerShell una query con lo strumento schtasks.exe, puntando alla voce Secure Boot Update contenuta nella cartella Microsoft Windows PI dell’Utilità di pianificazione. In condizioni normali il campo Status dovrebbe riportare la dicitura Ready.
Disattivare l’attività non è la soluzione ideale
Spegnere quella voce può far sparire il blocco in alcuni dei casi segnalati, ma la scelta ha un prezzo preciso. Senza quell’attività Windows non è più in grado di applicare gli aggiornamenti dei certificati Secure Boot, con tutto ciò che questo comporta per la protezione dell’avvio. Per questo motivo Microsoft indica come strada preferibile l’individuazione della vera causa del malfunzionamento, compreso l’eventuale aggiornamento del firmware messo a disposizione dal produttore del dispositivo.
Fonte: TecnoAndroid








