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Le Big 3 dell’auto europea si muovono su binari molto diversi, e i conti del primo semestre 2026 lo dicono con una chiarezza che lascia poco spazio alle interpretazioni. Volkswagen arretra, Renault tiene la posizione, Stellantis risale la china grazie a una spinta arrivata in buona parte dall’Asia. Il contesto, del resto, non aiuta nessuno: regole europee sempre più stringenti, tensioni commerciali con Stati Uniti e Cina, costi dell’energia che pesano sui bilanci e una concorrenza cinese che ormai si è presa una fetta stabile del mercato continentale. La domanda che gira tra addetti ai lavori e investitori è semplice, almeno nella forma. Chi sta reggendo meglio l’urto, in termini di solidità finanziaria e volumi globali? I numeri semestrali offrono una fotografia abbastanza nitida, anche se non sempre confortante.
Volkswagen continua a perdere terreno
Il secondo costruttore al mondo per dimensioni sta attraversando una fase complicata, e non da ieri. Tra il 2019 e il 2025 il gruppo Volkswagen ha bruciato quasi 2 milioni di unità nelle vendite annuali, un’emorragia che quest’anno non si è fermata. Nei primi sei mesi del 2026 il costruttore tedesco ha consegnato 4,13 milioni di vetture, il 6% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che tradotto in cifre assolute significa circa 300.000 auto in meno.
Curiosamente, i ricavi sono rimasti praticamente fermi: 158,1 miliardi di euro contro i 158,4 miliardi del primo semestre 2025. Vendendo meno auto ma incassando la stessa cifra, il ricavo medio per vettura consegnata è salito da quasi 36.000 euro a 38.321 euro. Un dato che, preso da solo, sembrerebbe positivo.
Il guaio è sul fronte dei costi. Nonostante i piani di efficienza annunciati, i costi operativi, quelli amministrativi e commerciali, sono scesi appena di 190 milioni di euro tra un semestre e l’altro, una limatura dell’1% che non sposta granché. Risultato: l’utile operativo generato da ogni auto consegnata è calato dai 2.022 euro del primo semestre 2025 ai 1.673 euro di quest’anno. I conti peggiorano ancora.
Renault tiene la barra dritta
La più piccola delle tre grandi europee si trova in una posizione particolare, e per una volta le dimensioni contenute e la scarsa esposizione al mercato cinese hanno giocato a favore. Renault ha chiuso il semestre con ricavi in crescita del 9%, mentre gli utili operativi sono scesi del 6% per via dell’aumento dei costi di produzione. Detto questo, il dato che conta davvero è un altro: il margine operativo della casa francese si attesta all’8,6%, il più alto tra le tre grandi europee. Un numero solido, che racconta di una gestione capace di difendere la redditività anche quando il mercato tira poco.
Stellantis riparte e Leapmotor fa la differenza
Il vero salto lo ha fatto Stellantis, che nella prima metà dell’anno ha messo a segno la performance migliore del gruppo di testa con utili operativi cresciuti del 143%. Tradotto in termini più concreti, il gruppo ha generato quasi 1.500 euro per ogni unità venduta nel primo semestre 2026, contro i 683 euro dello stesso periodo del 2025. Più del doppio. Buona parte del merito va all’espansione internazionale di Leapmotor, le cui vendite rientrano nei risultati finanziari attraverso la joint venture tra i due costruttori. Un’operazione che sta dando i frutti sperati proprio mentre i marchi storici del gruppo faticano su alcuni mercati maturi.
Sul piano dei volumi, Stellantis ha chiuso i primi sei mesi con una crescita globale dell’11%. Numeri che rappresentano una boccata d’ossigeno per Antonio Filosa e per una gestione che aveva bisogno di segnali concreti dopo mesi complicati.
Fonte: TecnoAndroid








