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Una email che annuncia la trascrizione automatica di un messaggio vocale sembra tutto tranne che un attacco informatico, e proprio per questo funziona: dietro quelle notifiche apparentemente innocue si nasconde una campagna di phishing di proporzioni notevoli, documentata dai ricercatori di Check Point Software. Nelle sole ultime due settimane di agosto sono state colpite oltre 7.800 organizzazioni, con più di 58.000 messaggi spediti verso caselle di posta aziendali. Il meccanismo è semplice e per questo insidioso, perché si appoggia a un’abitudine diventata quotidiana negli uffici di mezzo mondo.
Il bersaglio, va detto subito, non è l’utente domestico. I criminali informatici hanno puntato tutto sul mondo del lavoro, dove le notifiche generate dai sistemi di telefonia e di messaggistica vocale arrivano ogni giorno e vengono aperte quasi senza pensarci. In allegato c’è un file SVG, formato grafico vettoriale, ovviamente malevolo. Chi lo apre finisce su pagine costruite per raccogliere credenziali di accesso, che vengono poi rubate e riutilizzate.
Perché queste finte trascrizioni vocali ingannano così bene
La costruzione dell’inganno è curata nei dettagli. L’oggetto della email comincia con la dicitura Trascrizione automatica, seguita da un numero di telefono parzialmente oscurato e da una stringa di tracciamento casuale. Nulla è lasciato al caso: ogni elemento serve a far credere che il messaggio arrivi da un sistema automatico affidabile, di quelli che nessuno si sogna di mettere in dubbio. Una notifica tecnica, asciutta, senza fronzoli. Esattamente come quelle vere.
Cercare di riconoscere la truffa guardando il mittente, in questo caso, non porta lontano. Dietro la campagna ci sono più di 38.400 indirizzi di posta elettronica costruiti su oltre 9.300 domini falsificati, un arsenale che rende praticamente inutile qualsiasi tentativo di identificare un pattern nel nome di chi scrive. E c’è un ulteriore accorgimento che merita attenzione: la pagina che chiede le credenziali si presenta già precompilata con l’indirizzo email della vittima. Un dettaglio piccolo, quasi banale, che però abbassa la guardia di chiunque, perché suggerisce che il sistema sappia già chi sta bussando.
Il commento degli esperti di Check Point Software
Sul tema è intervenuto Pierluigi Torriani, Security Engineering Manager per Check Point Software Technologies, che ha inquadrato bene il motivo per cui questo tipo di attacco riesce a passare i filtri mentali di chi lavora davanti a un computer tutto il giorno.
Le trascrizioni automatiche dei messaggi vocali sono ormai parte integrante della routine quotidiana delle comunicazioni aziendali. Arrivano con oggetti che ci sono familiari, una formattazione generata dal sistema e scarso contesto umano, proprio le caratteristiche che le rendono facili da considerare attendibili e da non controllare. Gli autori degli attacchi stanno ora sfruttando questa familiarità, trasformando le normali notifiche di trascrizione delle chiamate in uno strumento per il phishing finalizzato al furto di credenziali.
Il ragionamento è chiaro. Più una comunicazione somiglia a qualcosa di automatico e ripetitivo, meno viene letta con attenzione. È il paradosso della familiarità: ciò che riconosciamo subito non lo verifichiamo, e chi progetta campagne di questo tipo lo sa perfettamente. La sicurezza informatica, in casi come questo, si gioca tutta sulla soglia di attenzione di chi apre la posta.
L’invito che arriva dai ricercatori è quindi di trattare con sospetto qualsiasi messaggio che si presenti in questa forma, in particolare quando propone di aprire un allegato per leggere il testo di una telefonata perduta. Numeri di telefono mascherati, codici di tracciamento apparentemente casuali, formattazione impersonale: tutti elementi che nel caso di questa campagna sono stati riprodotti con cura proprio per spegnere ogni dubbio.
I dati raccolti nelle ultime due settimane di agosto restituiscono il quadro di un’operazione su scala industriale, con decine di migliaia di email e migliaia di aziende finite nel mirino in un arco di tempo brevissimo.
Fonte: TecnoAndroid








