Vai al contenuto
Offerte

Spotify Android, arriva il limite alla cache impostabile

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Chi ascolta musica con Spotify per Android convive da anni con un difetto che nessun aggiornamento ha mai davvero risolto, cioè un’app capace di divorare gigabyte di memoria senza chiedere nulla a nessuno. Adesso però qualcosa si muove, perché nel codice dell’applicazione sono spuntate le tracce di un limite alla cache impostabile direttamente dall’utente, una funzione piccola sulla carta ma con un impatto concreto su chi ha uno smartphone con poco spazio a disposizione.

Il ritrovamento riguarda la versione 9.1.88.815 dell’app, dove compare una voce chiamata “Cache Limit” non ancora attiva ma chiaramente in lavorazione. Il meccanismo è quello che gli utenti chiedono da quasi dieci anni, senza mai ottenere risposta, ovvero la possibilità di fissare un tetto massimo di spazio che l’applicazione può occupare con i file temporanei. Niente di rivoluzionario, per carità, ma è il tipo di intervento che cambia la vita a chi si ritrova la memoria piena senza capire bene il perché.

Perché la cache di Spotify diventa un problema

Vale la pena spiegare cosa succede dietro le quinte. Spotify salva in cache brani, podcast e copertine degli album per due motivi molto pratici, garantire una riproduzione senza interruzioni e ridurre il consumo di dati mobili quando si riascolta qualcosa di già sentito. Fin qui tutto ragionevole. Il guaio arriva quando questa raccolta di file temporanei cresce senza alcun freno, accumulandosi mese dopo mese fino a occupare diversi gigabyte di spazio.

A quel punto l’unica soluzione disponibile è entrare nelle impostazioni e cancellare tutto a mano, un’operazione che va ripetuta ciclicamente e che risulta parecchio scomoda. Chi ha un telefono da 64 o 128 GB lo sa bene, tra foto, video e applicazioni varie basta poco per arrivare al limite, e scoprire che una buona fetta è finita nei file temporanei di un’app di streaming non fa mai piacere.

Come funzionerà il nuovo limite

Con la funzione in arrivo su Spotify Android il discorso cambia. Sarà possibile indicare un valore fisso in gigabyte, scegliendo quanto spazio concedere all’applicazione e lasciando che sia lei a gestirsi all’interno di quel confine. L’app accompagnerà la scelta con un avviso piuttosto sensato, perché una cache troppo ridotta può incidere sulla qualità della riproduzione e far salire il consumo di dati, mentre un margine più generoso assicura un ascolto più fluido.

Per chi non ha voglia di ragionare sui numeri è prevista anche un’opzione “Spotify recommended”, con un valore suggerito direttamente dall’applicazione. Non solo, perché quando si proverà a svuotare la cache manualmente comparirà un suggerimento a impostare un tetto invece di cancellare tutto in blocco, cosa che eviterebbe di dover ripetere l’operazione ogni poche settimane.

La musica scaricata resta al sicuro

Un chiarimento necessario riguarda i download offline, perché il timore più ovvio è quello di ritrovarsi le playlist salvate cancellate da un limite impostato troppo in basso. Non accadrà. Le stringhe di codice individuate lo specificano in modo esplicito, il tetto riguarda esclusivamente i file temporanei e non tocca in alcun modo la musica e i podcast scaricati volontariamente dall’utente per l’ascolto senza connessione.

Al momento la funzione non è accessibile e non è arrivato alcun annuncio ufficiale da parte dell’azienda. Il percorso più probabile è quello classico, prima il debutto sul canale beta per una fase di collaudo e poi la distribuzione sulla versione stabile dell’applicazione, con tempistiche che restano tutte da definire.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
99 Condivisioni