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Volkswagen ID. AURA T6: SUV elettrico da 16.900 euro in Cina

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Con la Volkswagen ID. AURA T6 il gruppo tedesco mette sul tavolo cinese un SUV elettrico di segmento medio che costa meno di quanto ci si aspettasse, e non di poco. Presentato ufficialmente il 20 settembre 2026, il modello è il primo della famiglia AURA ed è stato sviluppato da FAW-Volkswagen pensando esclusivamente al mercato locale. Quattro le versioni a listino, con prezzi tra 129.900 e 166.900 yuan, ovvero circa 16.900 e 21.900 euro al cambio attuale. Chi aveva seguito la fase di prevendita ricorderà una cifra di partenza più alta, 135.900 yuan, poi limata al momento del debutto.

Le misure raccontano di un’auto compatta ma non minuta: 4.811 mm di lunghezza, 1.879 mm di larghezza, 1.648 mm di altezza e un passo di 2.836 mm, valore che di solito si traduce in spazio reale per chi siede dietro. Sotto il pavimento ci sono due batterie LFP, da 59,9 e 77,5 kWh, abbinate a un motore elettrico posteriore da 170 kW, pari a 228 CV. L’autonomia dichiarata secondo il ciclo CLTC arriva rispettivamente a 540 e 660 km. La versione d’accesso copre lo 0 a 100 km/h in 7,2 secondi, numeri più che sufficienti per l’uso quotidiano. Il lato pratico non è stato dimenticato: vano anteriore da 90 litri, bagagliaio da 576 litri che sale fino a 1.796 litri abbattendo i sedili posteriori.

Architettura CEA e guida assistita, il cuore tecnologico

Il vero punto di forza sta nell’elettronica. ID. AURA T6 è costruita attorno alla nuova architettura CEA, sigla che sta per China Electronic Architecture, nata dalla collaborazione tra Volkswagen e Xpeng. Si basa su un calcolo centrale affiancato da controllori zonali, un approccio che semplifica parecchio la rete di bordo. Il dato interessante riguarda i tempi: lo sviluppo è stato completato in appena 18 mesi, con una riduzione del 30% sia della durata del processo sia del numero di centraline necessarie.

Sulle versioni più ricche compare un LiDAR a 192 linee, insieme a un sistema di assistenza alla guida che gira sul chip Horizon Journey 6H, capace di 420 TOPS di potenza di calcolo. Tradotto in funzioni concrete, significa NOA urbano, assistenza al parcheggio in scenari diversi e la possibilità di ripercorrere in automatico un tratto già fatto, in retromarcia. Roba che in Cina ormai è terreno di battaglia quotidiano tra costruttori locali, e che Volkswagen non poteva permettersi di ignorare.

Abitacolo digitale e la strategia cinese di Volkswagen

Dentro, la scena è dominata da uno schermo centrale da 15,6 pollici con risoluzione 2.5K, affiancato da un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici e da un head-up display AR da 25,8 pollici. L’infotainment gira su un chip a 4 nm con circa 20 TOPS di capacità di calcolo, dimensionato anche per far girare in locale modelli di intelligenza artificiale e per gestire gli aggiornamenti software over-the-air senza passare dall’officina.

Il lancio non è un episodio isolato. Rientra in un piano molto più ampio che vede Volkswagen annunciare 13 nuovi modelli a nuova energia nel 2026 per il solo marchio Volkswagen, con l’obiettivo dichiarato di superare quota 30 modelli NEV entro il 2029. FAW-Volkswagen, dal canto suo, punta a portare i veicoli a nuova energia intorno al 60% delle proprie vendite entro il 2030. In questo quadro la T6 funziona come dimostrazione pratica della filosofia “in China, for China”, con sviluppo e tecnologia sempre più intrecciati all’ecosistema automobilistico locale. Non un modello europeo adattato, insomma, ma un progetto nato sul posto e con partner del posto, dal chip per la guida assistita all’architettura elettronica firmata insieme a Xpeng.

Fonte: TecnoAndroid

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