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Un vero grande Super Mario per Nintendo Switch 2 continua a non esserci, e la cosa comincia a pesare. Perché la regola non scritta di Nintendo dice più o meno così: ogni quattro o sei anni arriva un nuovo capitolo dedicato all’idraulico in salopette, possibilmente migliore del precedente, possibilmente capace di trascinare sul mercato la console appena uscita. Funziona da decenni. Stavolta invece il copione si è inceppato.
Quando Nintendo Switch 2 è stata presentata a giugno dello scorso anno, praticamente tutti davano per scontato che sarebbe stato lui a tenere a battesimo la nuova macchina. Non è andata così. E i fan aspettano ormai da nove anni un titolo dove Mario sia il protagonista assoluto, non una comparsa di lusso.
Da Super Mario 64 a Odyssey, quando il salto cambiava tutto
Vale la pena ricordare perché l’attesa sia diventata quasi ossessiva. Il 1996 è l’anno spartiacque: Super Mario 64, insieme al lancio di Nintendo 64, ha insegnato al mondo intero cosa volesse dire muoversi a 360 gradi dentro uno spazio tridimensionale. Una rivoluzione vera, di quelle che ridisegnano il modo in cui si progettano i videogiochi. Poi il 2017, con Super Mario Odyssey, e quella sensazione strana ma bellissima di scoprire che lanciare un berretto posseduto contro un tirannosauro potesse rappresentare l’apice dell’intrattenimento interattivo moderno.
Ecco perché, quando i primi scatoloni di Switch 2 hanno iniziato a comparire nei salotti, l’aspettativa collettiva era una sola. Accendere lo schermo, sentire il classico «Yahoo!» rimasterizzato con una nitidezza quasi chirurgica e sparire dalla circolazione per tre settimane buone. Invece niente di tutto questo.
Mario c’è, ma sempre in compagnia
Attenzione, non è che il baffuto sia sparito dai radar. Tutt’altro. Lo abbiamo visto in alta definizione mentre guida l’auto in Mario Kart World, lo abbiamo visto impugnare la racchetta in Mario Tennis Fever, e poi ci sono titoli come Super Mario Bros. Wonder e Super Mario Party Jamboree. Presenze costanti, per carità. Solo che sono altra cosa rispetto a quello che il pubblico chiede davvero: un gioco costruito interamente attorno a lui, dove sia il vero e unico centro della scena.
Tra remaster lucidate a specchio e piccoli assaggi sparsi qua e là, il maestoso salto generazionale in tre dimensioni è rimasto chiuso in cassaforte. E quasi nove anni dall’ultima vera odissea, nel linguaggio dei videogiochi, suonano come un’era geologica. Nel frattempo sono cambiati i televisori, le abitudini di consumo, forse pure qualche diottria. Non è cambiata quella voglia un po’ infantile di vedere un salto triplo eseguito come si deve.
Il 13 settembre e il regalo che tutti sperano di ricevere
C’è una data che nel mondo Nintendo non è mai una data qualunque. Il 13 settembre è il compleanno ufficiale di Super Mario Bros., il giorno in cui, nel 1985, l’omino coi baffi ha salvato l’industria del gaming da una crisi che sembrava senza uscita. Un anniversario che ogni anno riaccende le speranze di chi aspetta.
Mentre la candelina virtuale si accende, il regalo più desiderato non sarebbe dentro un pacchetto con la coccarda. Sarebbe un trailer a sorpresa, di quelli capaci di zittire internet in tre secondi: un mondo mai visto, una meccanica inedita e la conferma che l’attesa è finalmente arrivata al capolinea. Il modo perfetto per fare pace con la nostalgia, archiviare l’astinenza da Switch 2 e ricordare, ancora una volta, perché a questo cinquantenne baffuto si continua a voler bene così tanto.
Fonte: TecnoAndroid








