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Qualcomm ha deciso di raddoppiare, e invece di presentare un solo chip di punta ne ha messi sul tavolo due: Snapdragon 8 Elite Gen 6 e Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6, entrambi pensati per smartphone e tablet di fascia altissima. La differenza tra i due non passa dalla CPU, che è praticamente identica, ma da tutto quello che ruota attorno all’intelligenza artificiale e alla grafica. Un modo abbastanza esplicito di dire che il vero terreno di scontro, nel 2026, non sono più i gigahertz.
Partiamo dalle basi comuni. Tutti e due i processori sono costruiti a 2 nm da TSMC, e qui c’è già una notizia: Qualcomm ha rinunciato alla sua regola non scritta di aspettare che un nodo produttivo sia maturo prima di adottarlo. È il terzo produttore ad arrivare ai 2 nm dopo Apple con A20 Pro e MediaTek con Dimensity 9600 Pro. La CPU è una Oryon octacore con due core Prime fino a 5,0 GHz e sei core Performance fino a 4,0 GHz, affiancati da 16 MB di Oryon Flex Cache. Cinque gigahertz su uno smartphone sono un traguardo mai visto prima, e i 2 nm dovrebbero servire proprio a tenere sotto controllo consumi e calore quando si spinge così in alto.
Snapdragon 8 Elite Gen 6: dove il modello Extreme prende il largo
La parte interessante arriva quando si guardano GPU e NPU. Snapdragon 8 Elite Gen 6 monta una Adreno con ray tracing hardware, Lumen Global Illumination e supporto a Nanite. La versione Extreme aggiunge Adreno Neural Fusion, i matrix cores, 18 MB di memoria grafica ad alte prestazioni e anche MegaLights. Tradotto in parole semplici: i matrix cores eseguono carichi di intelligenza artificiale direttamente dentro il sottosistema grafico, alleggerendo il lavoro della GPU e velocizzando cose come la generazione e il miglioramento delle immagini con IA.
L’unità Hexagon dedicata all’IA, sulla carta, ha la stessa configurazione su entrambi i chip: 12 Scalar, 8 Vector, 1 Tensor e 1 Element Accelerator, con supporto a INT2, INT4, INT8, INT16, FP8 e FP16. Sul modello Extreme, però, la NPU è più veloce. Cambia anche il comparto video: il Gen 6 arriva a 8K a 30 fps e slow motion in 4K a 120 fps, mentre l’Extreme sale a 8K a 60 fps, slow motion 4K a 240 fps e registrazione APV. Aggiunge pure il codec H.266 all’elenco già presente su entrambi, che comprende H.265, VP9 e AV1 via hardware, oltre a HDR10, HDR10+, HLG e Dolby Vision.
Fotocamere, connettività e i primi telefoni in arrivo
Sul fronte fotografico i due chip sono allineati: tripla fotocamera fino a 64 MP con Zero Shutter Lag, singolo sensore fino a 108 MP sempre con Zero Shutter Lag e scatti fino a 320 MP. Stessa storia per il display, con supporto fino a 4K+ a 120 Hz oppure QHD+ a 240 Hz, più uno schermo esterno fino a 4K a 120 Hz o 8K a 30 Hz.
La connettività si affida al modem Qualcomm X105, che tocca 14,8 Gbps in download e 4,2 Gbps in upload, con 5G Advanced Release 19, mmWave, sub 6 GHz, NR NTN e NB NTN. Il FastConnect 8800 porta Wi-Fi 8 fino a 11,6 Gbps, Bluetooth 6.0, UWB e Thread 1.4. Memoria LPDDR5X o LPDDR6 fino a 5.300 MHz e fino a 24 GB, storage UFS 5.0, USB 3.1 Gen 2 con porta USB-C e Quick Charge 5. Le sigle interne sono SM8950 per il Gen 6 e SM8975 per l’Extreme.
Sui telefoni che li adotteranno, per ora c’è un nome certo: Motorola Signature 27, che monterà la variante Extreme. Qualcomm ha poi confermato che Honor, iQOO, Nubia, OnePlus, OPPO, Redmi, RedMagic, Vivo, Xiaomi e ZTE stanno già lavorando a dispositivi basati sui nuovi Gen 6.
Fonte: TecnoAndroid








