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Chi prova a copiare la linea della Vespa adesso ha un problema in più, perché quella silhouette è diventata ufficialmente un marchio protetto in tutta l’Unione Europea. L’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale, l’EUIPO, ha concesso al Gruppo Piaggio la registrazione del marchio tridimensionale relativo alla forma della Vespa Primavera. Una decisione arrivata nel luglio 2026 che chiude un percorso avviato da tempo e che mette in fila tre riconoscimenti: quello italiano del febbraio 2024, quello britannico del novembre 2025 e ora quello comunitario, valido nei 27 Paesi membri.
Non è una formalità burocratica da archiviare in due righe. Registrare una forma come marchio significa ottenere una tutela potenzialmente illimitata nel tempo, molto diversa da quella di un brevetto che prima o poi scade. E significa poter agire contro chiunque provi a mettere sul mercato qualcosa che assomigli troppo a quello scooter.
Perché l’EUIPO ha detto sì alla Vespa Primavera

Credits: TecnoAndroid
Il ragionamento dell’Ufficio europeo poggia su un concetto preciso, il carattere distintivo acquisito. Tradotto: la forma della Vespa Primavera è diventata riconoscibile non perché sia particolarmente originale sulla carta, ma perché l’uso continuo e diffuso negli anni l’ha resa un segno identificativo immediato agli occhi del pubblico. Vedi quella linea e pensi a un’azienda sola.
L’EUIPO ha richiamato esplicitamente quanto il Tribunale dell’Unione Europea aveva già stabilito per il modello Vespa LX, sottolineando il peso storico del marchio. Sul mercato dal 1946, lo scooter di Pontedera ha costruito nel tempo una notorietà e una reputazione che vanno ben oltre i confini europei. I consumatori, ovunque si trovino, collegano quella figura a un’origine aziendale precisa. Settant’anni abbondanti di presenza continua pesano, e nella valutazione hanno pesato parecchio.
C’è poi un dettaglio non banale nella portata della tutela. La protezione non copre soltanto i veicoli a due ruote destinati alla strada, ma si estende anche ai modellini in scala. Un fronte tutt’altro che marginale, considerando quanto merchandising e oggettistica ruotino attorno a quella sagoma.
I restyling non indeboliscono la protezione
Il passaggio più interessante del verdetto riguarda le modifiche estetiche accumulate nel corso dei decenni. Un’obiezione ragionevole poteva essere questa: se la Vespa è cambiata più volte, quale forma esattamente si sta proteggendo? E quei ritocchi non finiscono per diluire l’identità del modello?
L’EUIPO ha risposto in modo netto. La Vespa Primavera è a tutti gli effetti la discendente diretta dei modelli storici. È evoluta, ha assorbito aggiornamenti di stile e di tecnologia, ma il nucleo di tratti essenziali è rimasto intatto. Lo scudo frontale, il profilo della scocca portante, quella proporzione tra le parti che rende lo scooter riconoscibile anche di sfuggita. Le variazioni stilistiche, insomma, restano coerenti con l’identità del modello e per questo rientrano nella tutela invece di comprometterla.
Cosa cambia ora per il Gruppo Piaggio
Il risultato pratico è una specie di blindatura giuridica della silhouette su tutto il territorio comunitario. Piaggio ottiene uno strumento di difesa completo contro la contraffazione e contro le emulazioni più o meno spudorate, quelle che negli anni sono comparse con una certa regolarità sui mercati di mezzo mondo.
La registrazione copre tutte le declinazioni stilistiche che restano fedeli all’identità del modello, il che evita il gioco del cambiare due particolari per aggirare l’ostacolo. Sommando la tutela italiana, quella del Regno Unito e adesso quella europea, l’azienda di Pontedera dispone di una rete di protezione che copre i mercati principali in cui lo scooter viene venduto e imitato.
Per un prodotto industriale che ha superato gli ottant’anni di vita e che continua a essere venduto praticamente ovunque, il riconoscimento della forma come marchio registrato è la conferma formale di qualcosa che il mercato aveva già stabilito da solo da parecchio tempo.
Fonte: TecnoAndroid








