In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Con il lancio di Ceer l’Arabia Saudita si dota per la prima volta di una casa automobilistica nazionale, una cosa che nel Regno semplicemente non era mai esistita. Nata come joint venture fra il Public Investment Fund e Foxconn, l’azienda rientra nel piano Vision 2030, quello con cui Riyad prova a spostare il baricentro della propria economia lontano dal petrolio e a portare innovazione tecnologica dentro i confini nazionali entro la fine del decennio. Il debutto è avvenuto a King Abdullah Economic City, poco a nord di Gedda, dove sorgerà anche il complesso produttivo.
In arabo Ceer significa più o meno “andare avanti”, e l’idea si riflette nella gamma. I due modelli presentati, la berlina e il SUV Exobot, servono soprattutto come dimostrazione tecnica e stilistica di quello che l’azienda intende fare. Il piano parla di sette vetture entro il 2030, alcune ibride, per ora destinate ai mercati del Consiglio di cooperazione del Golfo. L’espansione fuori dall’area non è esclusa, ma dipenderà dalla domanda.
Porte falcon, vetri che si schiariscono e un cruscotto da 48 pollici
Le due auto elettriche non passano inosservate. Entrambe montano porte ad apertura verticale battezzate Shahin Wing, senza montante centrale, il che rende l’accesso ai sedili posteriori molto più comodo. Non si aprono più di una porta tradizionale, quindi nei parcheggi stretti il problema non dovrebbe porsi, sempre che il soffitto sia abbastanza alto. Difficile però che soluzioni del genere arrivino anche sui modelli successivi, anche perché il clima estremo della regione metterà a dura prova quel tipo di meccanica.
Nella parte bassa delle portiere c’è vetro elettrocromatico che si può schiarire premendo un pulsante, utile soprattutto sul SUV quando serve più visibilità laterale. Le barre luminose anteriore e posteriore hanno 32 elementi indipendenti, riferimento al 1932, anno di fondazione del Regno. Dentro, uno schermo da 48 pollici attraversa tutta la plancia con un’interfaccia ispirata allo skyline di Riyadh, affiancata da un display centrale da 10 pollici per i comandi multimediali e da uno da 8 pollici per chi siede dietro. Contro il caldo c’è la modalità Halo cooling, che crea una barriera di aria fresca fra tetto, vetri e teste dei passeggeri.
Il sistema di infotainment è proprietà intellettuale di Ceer, sviluppata insieme a Foxconn e agli altri partner, con aggiornamenti over the air che potranno toccare anche prestazioni e autonomia. Il direttore tecnico Markus Leitner ha confermato la presenza di Apple CarPlay e Android Auto già al lancio. Nonostante tutti quegli schermi, restano comandi fisici per clima e volume, e il selettore del cambio è al piantone.
Numeri da supercar e un obiettivo industriale
Il pacco batteria dichiarato è da 112 kWh, con oltre 500 km di autonomia per il SUV e almeno 600 km per la berlina, misurati però sul vecchio ciclo NEDC. Nel mondo reale è ragionevole aspettarsi qualcosa fra i 480 e i 640 km, più o meno in linea con le ultime piattaforme di BMW e Mercedes. La potenza è di 1.111 cavalli, pari a 828 kW, con 1.500 Nm di coppia distribuiti da tre motori con vettorizzazione, sospensioni pneumatiche disponibili a richiesta, 0 a 100 km/h in poco più di 2 secondi per la berlina e 2,4 per il SUV. L’architettura è a 800 V, con ricarica rapida in corrente continua fino all’80 per cento in circa 30 minuti, e alimenta anche lo sterzo steer by wire, abbinato a una cloche al posto del volante classico.
Il CEO James Deluca ha raccontato che durante un briefing iniziale sul design il Principe ereditario spinse il team a prendere una strada diversa da tutti: “se il mondo va a sinistra, noi andiamo a destra”. Alla domanda su cosa distingua davvero il progetto, Leitner ha risposto che motori tripli, torque vectoring e sospensioni ad aria li hanno ormai tutti, e che la differenza la fa l’integrazione fra quei pezzi.
Il Public Investment Fund non è un semplice investitore ma il proprietario, differenza non da poco rispetto al caso Lucid. Deluca arriva da una lunga esperienza in General Motors e poi in VinFast, e buona parte del gruppo dirigente viene da GM, Magna Steyer o altri costruttori storici. Con fornitori insediati nelle vicinanze, Ceer conta di generare 35.000 posti di lavoro diretti e indiretti entro il 2034. Il vero banco di prova saranno i modelli più accessibili, chiamati a competere con i marchi cinesi già diffusi sul mercato saudita, dentro la cornice del marchio “Saudi Made” che il Regno sta spingendo su ogni tipo di prodotto.
Fonte: TecnoAndroid








