Vai al contenuto
Offerte

Vermi ramificati: dieci nuove specie con una testa e più code

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Dieci nuove specie di vermi con una sola testa e tanti posteriori sono state descritte dalla comunità scientifica, e il risultato è che il numero complessivo di specie conosciute di queste creature si è praticamente quadruplicato. Detta così sembra una curiosità da bar, invece è uno di quei momenti in cui la biologia ricorda quanto poco si sappia ancora di ciò che vive sul pianeta. Un corpo che si ramifica, un’unica testa, decine di terminazioni posteriori: un’anatomia che rompe le regole a cui siamo abituati quando pensiamo a un animale.

Il punto è proprio questo. La maggior parte degli organismi che conosciamo segue uno schema piuttosto lineare, con una testa da una parte e una coda dall’altra. Questi vermi ramificati, invece, si sviluppano come un albero, moltiplicando i rami del proprio corpo e quindi anche le estremità finali. Nessun’altra architettura corporea somiglia troppo a questa nel regno animale, ed è il motivo per cui vengono spesso citati tra gli esseri viventi più bizzarri mai documentati.

Perché dieci specie in più cambiano tutto

Passare da un pugno di specie note a un numero quattro volte superiore non è un dettaglio contabile. Significa che fino a poco tempo fa la biodiversità di questo gruppo era largamente sottostimata, e che quello che sembrava un caso isolato, quasi un’eccentricità della natura, è in realtà un fenomeno più diffuso di quanto si pensasse. Dieci nuove specie descritte tutte insieme sono un colpo notevole per qualsiasi gruppo zoologico, figuriamoci per uno così particolare.

C’è anche un aspetto pratico. Ogni volta che un gruppo di animali si allarga in modo così netto, cambiano le domande da porsi: come si riproducono, come si nutrono, come coordinano un corpo che si dirama in più direzioni. Interrogativi che con tre o quattro specie a disposizione restano sostanzialmente teorici, mentre con una decina in più diventano confrontabili, misurabili, verificabili sul campo.

La sensazione che si ricava da scoperte di questo tipo è che il catalogo della vita sia molto più incompleto di quanto le enciclopedie lascino intendere. Gli organismi grandi e appariscenti sono stati descritti da tempo, ma appena si scende di scala, o ci si sposta in ambienti poco frequentati, il conteggio si fa incerto. I vermi in questione rientrano in pieno in questa categoria: piccoli, nascosti, difficili da individuare e ancora più difficili da studiare una volta trovati.

La ricerca scientifica su questi animali procede per accumulo, un esemplare alla volta, un confronto anatomico dopo l’altro. Descrivere una specie nuova non vuol dire semplicemente trovarla, ma dimostrare che è distinta da tutte le altre già note, con criteri che devono reggere alla revisione dei colleghi. Per questo dieci descrizioni insieme rappresentano un lavoro consistente, non una raccolta di curiosità.

Resta il fatto, difficile da digerire anche per chi frequenta la zoologia da anni, che esista un gruppo di animali con una anatomia ramificata di questo tipo. Una testa sola che comanda, e un corpo che si moltiplica in direzioni diverse fino a produrre un numero sorprendente di estremità. Ora quelle specie note sono quattro volte tante rispetto a prima.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
66 Condivisioni