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Il momento non è dei migliori per l’hardware console, e a dirlo non è un osservatore esterno ma Matthew Bromberg, amministratore delegato di Unity Technologies, che parla di una pressione sui costi senza precedenti. La sua tesi, però, è che si tratti di una fase passeggera: i prezzi scenderanno, i giochi per console continueranno a vendere in quantità enormi e la prova arriverà con GTA.
Vale la pena mettere subito le carte sul tavolo: Bromberg guida una società quotata in borsa che sviluppa uno dei motori grafici più diffusi sul mercato, quindi ha tutto l’interesse a dipingere un futuro sereno per l’industria dei videogiochi. Detto questo, la sua posizione gli dà accesso a informazioni che il pubblico non vede, e questo rende le sue considerazioni difficili da liquidare con una scrollata di spalle, soprattutto quando riguardano un mercato console che sta faticando davvero.
Perché il mercato console sta soffrendo
I numeri parlano chiaro: Nintendo, PlayStation e Xbox hanno alzato i prezzi in modo consistente, e le ultime due lo hanno fatto più di una volta nell’ultimo anno. La carenza di RAM e la scarsità di componenti stanno mettendo i produttori con le spalle al muro, spinte dalla proliferazione dei data center dedicati all’intelligenza artificiale e dalla diffusione di dispositivi sempre più affamati di memoria. A questo si aggiungono i dazi introdotti dall’amministrazione Trump negli Stati Uniti, e come sempre accade quei costi in più finiscono per ricadere sul consumatore finale.
Nel frattempo PlayStation ha annunciato l’intenzione di fermare la produzione dei dischi fisici nel 2028, entrando nella nuova generazione con un approccio interamente digitale. Una scelta che, con ogni probabilità, ha molto a che vedere con lo scenario appena descritto. Insomma, un quadro complicato, dove le guerre commerciali non accennano a rallentare e i costi di costruzione dell’hardware da gioco continuano a salire.
La previsione di Unity: costi giù e giochi migliori
“È stato un periodo difficile per l’hardware console, che si trova sotto una pressione reale sui costi”, ha spiegato Bromberg. “È una situazione senza precedenti e assurda. L’idea che le cose diventino più costose è il contrario di come funziona di solito. Ma questo non significa che il grande intrattenimento su console non verrà consumato in quantità enormi, e lo vedremo con GTA“.
Il punto centrale del ragionamento è che queste tensioni sui prezzi siano temporanee, nonostante il fatto che la fascia demografica che sta uscendo dal mercato console non venga rimpiazzata dai giocatori più giovani con la stessa naturalezza di un tempo. “La piattaforma è vitale”, sostiene il numero uno di Unity, aggiungendo che arriveranno altri successi nel settore, che i costi caleranno e che l’industria saprà realizzare titoli capaci di attrarre un pubblico più giovane col passare del tempo.
C’è poi un passaggio che suona quasi come una sfida alla nostalgia diffusa. Secondo Bromberg, nei prossimi dieci anni nasceranno giochi migliori e più coinvolgenti di quelli prodotti nel decennio precedente. “Stiamo solo iniziando a grattare la superficie del livello di persuasione e dell’intensità di coinvolgimento che riusciremo a raggiungere. È folle pensare che i migliori anni di questo business non siano davanti a noi”.
Resta il fatto che le previsioni sul prossimo giro di macchine non sono rassicuranti sul fronte del portafoglio. Si parla di PS6 e di Xbox Project Helix con un prezzo di lancio che potrebbe arrivare intorno ai 900 euro, una cifra che cambierebbe le regole del gioco per molti acquirenti. Non a caso, secondo l’analisi di un analista, con un listino a quel livello le vendite nell’arco di cinque anni potrebbero risultare peggiori del 40 per cento rispetto a quanto fatto dalla generazione PS5.










