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Cielo di settembre: due sciami meteorici e la Luna con i pianeti

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Il cielo di settembre arriva dopo un’estate parecchio generosa, tra eclissi e Perseidi, e riesce comunque a mettere in fila una scaletta niente male: due sciami meteorici, un valzer della Luna con quasi tutti i pianeti visibili, Venere al massimo dello splendore, l’equinozio d’autunno e la luna del raccolto. Il mese parte quasi in sordina, poi ingrana nel giro di pochi giorni. Per chi guarda in alto senza attrezzature particolari, o al massimo con un binocolo, c’è materiale a sufficienza per riempire quattro settimane.

Cielo di settembre: sciami meteorici e appuntamenti tra Luna e pianeti

Il primo dei due sciami meteorici è quello delle Aurigidi, uno sciame minore alimentato dalla cometa C/1911 N1 Kiess. Comincia verso la fine di agosto, dura quattro o cinque giorni e tocca il picco la sera del 1 settembre. Il radiante, cioè il punto da cui le meteore sembrano partire, si trova nella costellazione dell’Auriga, che sale sull’orizzonte nordorientale poco dopo la mezzanotte. Trattandosi di uno sciame debole, le meteore si presentano una alla volta, senza pioggia scenografica.

Il secondo appuntamento sono le Taurdi meridionali, uno degli sciami più lunghi dell’anno: due mesi esatti, dal 20 settembre al 20 novembre. La sorgente è la cometa 2P/Encke, la stessa delle Taurdi settentrionali che partono in ottobre. Il picco vero arriva solo a inizio novembre, quindi in settembre si tratta al massimo di qualche meteora sparsa. Curiosità per gli appassionati: entrambe le Taurdi hanno i cosiddetti anni di sciame, quando l’attività cresce parecchio, e il prossimo è atteso per il 2032. Il radiante è nel Toro, che sorge a est poco dopo l’una di notte a fine mese, proprio accanto all’Auriga.

Nell’arco di otto giorni la Luna passa in rassegna quasi tutti i pianeti visibili. Si comincia all’alba del 7 settembre con Marte, poco dopo le tre del mattino, quando i due oggetti spuntano insieme a nordest e restano vicini per il resto della notte. L’8 settembre tocca a Giove, che segue la Luna appena sorge. Il caso più complicato è Mercurio, in coppia con la Luna proprio al tramonto del 12 settembre, con pochi minuti utili prima che entrambi scendano sotto l’orizzonte. Chiude Venere, in compagnia della Luna tra il 14 e il 15 settembre, sempre subito dopo il tramonto.

Cieli bui, Venere brillante e l’ingresso in autunno

L’11 settembre arriva la luna nuova, cioè la fase in cui il satellite si trova tra Terra e Sole e il disco lunare risulta invisibile. Dato che la Luna è la principale sorgente di inquinamento luminoso naturale, la sua assenza apre una finestra di circa una settimana, qualche giorno prima e qualche giorno dopo, ideale per gli oggetti più deboli. Restano valide le solite accortezze: in città o in periferia le luci artificiali continuano a rovinare la festa.

Il 18 settembre Venere tocca il suo massimo splendore serale, uno dei due momenti dell’anno in cui il pianeta raggiunge questo picco. Si trova basso a ovest, lungo l’orizzonte, subito dopo il tramonto, ed è difficile confonderlo con altro a meno di alberi o palazzi di mezzo. L’altra data è il 29 novembre, ma nel cielo del mattino.

L’equinozio d’autunno cade il 22 settembre alle 20:05 ora della costa orientale degli Stati Uniti, quando il Sole attraversa l’equatore celeste e la durata del giorno e della notte si equivale su tutto l’emisfero settentrionale. Non c’è nulla da osservare in cielo, è semplicemente il cambio di stagione.

Il 25 settembre Nettuno in opposizione raggiunge la minima distanza dalla Terra lungo la sua orbita, completamente illuminato dal Sole. Si colloca tra Saturno e la Luna, sorge a est dopo il tramonto e tramonta a ovest all’alba. Serve un telescopio o un binocolo potente, anche perché manca un solo giorno al plenilunio.

La luna del raccolto arriva infatti il 26 settembre, con illuminazione piena alle 12:49 ora della costa orientale, quindi in pieno giorno: meglio l’alba precedente o la sera successiva. Di norma il plenilunio di settembre si chiama luna del grano, ma il nome luna del raccolto spetta sempre al plenilunio più vicino all’equinozio.

Per tutto il mese restano visibili costellazioni come Cigno, Lira, Aquila, Pegaso, Capricorno, Acquario e Cassiopea, insieme all’Orsa Maggiore e all’Orsa Minore, oltre a Cefeo e Delfino. Quelle estive scendono progressivamente verso l’orizzonte, mentre Boote è già in uscita. Visibili a tratti anche asterismi come il Triangolo Estivo, la Teiera, la Croce del Nord e l’Attaccapanni.

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