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Dreame abbandona le auto elettriche: addio alla Nebula Next 01

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Il progetto automobilistico di Dreame si è chiuso prima ancora di iniziare davvero, e la cosa sorprende soprattutto per la velocità con cui è successo. L’azienda cinese, conosciuta in mezzo mondo per i suoi robot aspirapolvere e lavapavimenti, aveva annunciato con toni trionfali l’ingresso nel settore delle auto elettriche sportive. Adesso quel piano è stato cancellato, senza mezze misure. Niente supercar, niente motori a razzo, niente rivoluzione della mobilità firmata da un produttore di elettrodomestici intelligenti.

La divisione automotive, nel suo momento migliore, aveva raggiunto quasi 1.000 dipendenti. Un numero importante, costruito in fretta, smontato altrettanto in fretta. I tagli sarebbero partiti già a maggio e sarebbero andati avanti nei mesi successivi, fino a lasciare in piedi soltanto gli scheletri operativi: le persone rimaste lavorano soprattutto nei reparti finanziario, legale e risorse umane, e il loro compito ora è gestire la chiusura. Restano da saldare i debiti verso i fornitori e da liquidare le società collegate al progetto.

La Nebula Next 01 e le promesse che non hanno retto

Il modello simbolo di tutta l’operazione era la Nebula Next 01, mostrata al Consumer Electronic Show dello scorso gennaio, e soprattutto la versione Jet Edition. Dreame la raccontava come una vettura in grado di portare su strada tecnologie di derivazione aerospaziale. I numeri dichiarati erano di quelli che fanno girare la testa: uno 0-100 km/h in appena 0,9 secondi e un sistema propulsivo con una spinta massima di 100 kN. Si parlava anche di una batteria allo stato solido basata su solfuri, con densità energetica superiore a 450 Wh/kg e un’autonomia oltre i 550 km secondo il ciclo cinese CLTC.

Peccato che, a guardare bene, dietro quella vetrina ci fosse molto meno di quanto sembrasse. Secondo ex dipendenti, la supercar esposta al CES non avrebbe avuto un vero telaio e sarebbe stata spostata con un sistema di controllo remoto. Il caso della cosiddetta Rocket Car è ancora più curioso: il modello usato per la presentazione sarebbe stato acquistato da una società di Shanghai specializzata in prototipi, pagandolo diversi milioni di yuan, e poi modificato aggiungendo telaio e propulsori per ottenere l’effetto scenico davanti alle telecamere. Insomma, più una messa in scena studiata per l’obiettivo delle fotocamere che un mezzo pronto allo sviluppo industriale.

Un modello di lavoro capovolto e il ritorno alle origini

Sempre secondo il racconto di alcuni ex dipendenti, il metodo di lavoro interno seguiva una logica poco comune nel settore. I team non ricevevano automaticamente un budget per sviluppare il prodotto e cercare investitori in un secondo momento. La sequenza era in parte rovesciata: trovare finanziamenti diventava la condizione necessaria per sbloccare le risorse destinate alla ricerca e sviluppo. Nel frattempo Dreame avrebbe attirato professionisti provenienti da costruttori già affermati, offrendo stipendi alti e titoli molto prestigiosi, mentre una fetta consistente dell’attività era concentrata sulla raccolta di capitali più che sulla costruzione vera e propria dell’auto.

L’amministratore delegato Yu Hao ha scelto di riportare l’azienda su un terreno più familiare, quello dove Dreame ha costruito la propria reputazione. Gran parte dei progetti di incubazione è stata eliminata e la strategia adesso punta su quattro aree principali: aspirapolvere e sistemi per la pulizia, robot tagliaerba, veicoli elettrici a due ruote e i robot sviluppati nell’ambito del progetto Magic Atom.

Resta il contrasto tra il clamore mediatico di pochi mesi fa e il silenzio di adesso. L’annuncio dell’ingresso nel mondo dell’automobile aveva acceso l’attenzione proprio perché arrivava da un marchio lontanissimo da quel settore, capace però di presentarsi con prototipi appariscenti e specifiche fuori scala. Quella corsa si è fermata prima di arrivare alla produzione, con la chiusura delle società legate al progetto ancora da completare e i conti con i fornitori da chiudere.

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