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Uber, video in diretta nelle corse dei figli adolescenti

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Uber ha deciso di spingere il controllo genitoriale un passo oltre la semplice mappa, introducendo la possibilità per i genitori di guardare in diretta cosa accade dentro l’abitacolo durante le corse dei figli adolescenti. La novità arriverà nelle prossime settimane negli Stati Uniti e riguarderà gli account Teen, quei profili pensati proprio per far viaggiare i più giovani da soli senza lasciare le famiglie completamente al buio. Il punto di partenza è abbastanza intuitivo, perché vedere un pallino che si muove su una cartina digitale racconta soltanto una parte della storia.

Sapere dove si trova un ragazzo non equivale a sapere cosa sta succedendo intorno a lui. È esattamente questo scarto che la nuova funzione di streaming video in diretta prova a colmare, trasformando uno strumento già presente in ogni corsa in una finestra temporanea sull’interno della vettura.

Come funziona il video in diretta sulle corse Teen

Il meccanismo è più semplice di quanto si potrebbe immaginare. Quando la corsa parte, il genitore o il tutore collegato all’account del ragazzo riceve una notifica che segnala la disponibilità del collegamento. Da quel momento può scegliere se aprirlo oppure ignorarlo, senza obblighi. Se decide di guardare, però, la cosa non resta un segreto per nessuno, perché sia l’adolescente sia l’autista vengono avvisati che qualcuno sta seguendo la scena dall’esterno.

L’aspetto tecnicamente interessante è che Uber non chiede a nessuno di montare telecamere aggiuntive a bordo. Viene utilizzata la fotocamera frontale dello smartphone del conducente, la stessa che serve già per i selfie di verifica dell’identità richiesti dalla piattaforma. In pratica il dispositivo indispensabile per lavorare diventa anche l’occhio che permette al genitore di dare uno sguardo all’abitacolo. Nessun hardware extra, nessuna installazione, nessun costo aggiuntivo per chi guida.

L’accesso al flusso video resta circoscritto: possono aprirlo soltanto gli account dei genitori o dei tutori associati al profilo Teen, e il collegamento si chiude automaticamente nel momento in cui la corsa termina. Non si tratta quindi di una registrazione permanente né di un archivio consultabile in un secondo momento, ma di una finestra che si apre e si richiude insieme al viaggio.

Un equilibrio delicato tra sicurezza e privacy

Va detto con onestà che questo tipo di controllo genitoriale divide. Per una parte delle famiglie è la risposta a un’ansia concreta, quella di affidare un figlio minorenne a uno sconosciuto per venti minuti di traffico urbano. Per altri, invece, il confine con la sorveglianza vera e propria diventa pericolosamente sottile, e gli stessi adolescenti difficilmente accoglieranno la novità con entusiasmo. Sapere che un genitore può accendere il video in qualsiasi momento cambia la percezione di quello che, fino a ieri, era semplicemente uno spostamento in auto.

La scelta di Uber sembra andare comunque nella direzione della trasparenza, almeno sulla carta. Il fatto che entrambe le persone presenti in auto vengano informate quando il collegamento si attiva evita l’effetto telecamera nascosta e mette autista e passeggero sullo stesso piano informativo. Anche per i conducenti la questione non è banale, perché il loro spazio di lavoro diventa potenzialmente osservabile da terzi durante le corse con profili adolescenti.

Per ora la funzione riguarda soltanto il mercato statunitense e arriverà in modo graduale nelle prossime settimane. Non ci sono indicazioni su un’eventuale estensione ad altri Paesi, dove peraltro le normative sulla privacy e sul trattamento delle immagini seguono regole differenti e spesso più rigide. Gli account Teen restano la cornice all’interno della quale tutto questo si muove, con l’accesso al video in diretta vincolato esclusivamente ai tutori registrati e limitato alla durata effettiva del viaggio.

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