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Galaxy Store blocca gli acquisti sui vecchi Android: cosa cambia

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Chi conserva ancora un vecchio Galaxy in un cassetto deve mettere in conto una novità poco piacevole, perché dal 25 agosto 2026 il Galaxy Store non permette più di acquistare applicazioni né di completare acquisti in-app sui dispositivi che girano con Android 4.x o versioni precedenti. La decisione arriva da Samsung, che ha spento Samsung Checkout, ovvero il sistema di pagamento integrato nella piattaforma, proprio su quella fascia di terminali ormai fuori dal tempo.

Il perimetro della manovra è piuttosto ristretto, va detto. Si parla di smartphone e tablet basati su una versione del sistema operativo arrivata sul mercato nel 2011, quindi la platea coinvolta è numericamente piccola. Piccola, però, non significa inesistente, perché c’è ancora chi utilizza questi dispositivi come secondo telefono, come lettore multimediale improvvisato o semplicemente perché continuano a funzionare e nessuno ha voglia di buttarli via.

Cosa succede provando a pagare

Il comportamento è netto. Nel momento in cui si tenta di portare a termine una transazione su un dispositivo con Android 4 o inferiore, sullo schermo compare un messaggio di errore che invita ad aggiornare il software. Nessuna spiegazione ulteriore, nessuna via alternativa, nessun sistema di pagamento di riserva. La motivazione ufficiale di Samsung ruota attorno alla sicurezza, con l’idea che un’infrastruttura che gestisce denaro reale debba appoggiarsi a standard adeguati, cosa che una piattaforma vecchia di quindici anni non può garantire.

Difficile obiettare sul merito, un po’ meno sulla forma, visto che una comunicazione anticipata avrebbe evitato la sorpresa a chi si è trovato il blocco addosso senza preavviso. La logica resta comunque coerente con quanto fatto da altri attori del settore, che negli ultimi anni hanno progressivamente tagliato fuori le versioni più anziane di Android dai servizi legati ai pagamenti digitali.

La strada per rimettere in funzione Samsung Checkout

Una soluzione esiste, ma è praticabile soltanto per una parte degli utenti coinvolti. Basta salire ad Android 5.0 o superiore per riattivare Samsung Checkout e tornare a comprare regolarmente dallo store. Il problema è che su hardware di quell’epoca la disponibilità di aggiornamenti ufficiali è quasi sempre azzerata da anni, quindi vale la pena verificare nelle impostazioni se qualche pacchetto è ancora scaricabile, senza però farsi troppe illusioni.

Chi resta inchiodato ad Android 4 senza possibilità di salire di versione mantiene comunque l’accesso al Galaxy Store per tutto ciò che è gratuito. Le app senza costo si possono ancora cercare, scaricare e installare, mentre la parte commerciale del negozio diventa definitivamente irraggiungibile. Una sorta di modalità a metà, insomma, con la vetrina aperta e la cassa chiusa.

Un percorso già iniziato mesi fa

Non è la prima stretta arrivata sullo store proprietario. Qualche mese fa Samsung aveva già introdotto un requisito nuovo per l’accesso, rendendo obbligatorio l’uso di un Samsung Account anche solo per entrare e sfogliare il catalogo. In quel caso il cambiamento riguardava tutta l’utenza, non soltanto chi si portava dietro un dispositivo datato, e aveva generato qualche mugugno tra chi preferiva navigare senza autenticazione.

Il ragionamento di fondo resta lo stesso. I sistemi operativi più anziani sono esposti a rischi maggiori rispetto alle build recenti, non ricevono correzioni da tempo e diventano bersagli comodi per chi cerca falle da sfruttare. Va però ricordato che il discorso non riguarda soltanto i reperti del 2011, perché parecchi modelli decisamente più recenti sono già usciti dal ciclo delle patch di sicurezza o ne usciranno nel giro di poco.

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