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TV cinesi all’attacco: Hisense e TCL superano LG e Samsung

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Il mercato dei televisori non cresce, eppure il televisore in sé sta cambiando pelle a una velocità che i numeri di vendita non raccontano. Nei primi cinque mesi del 2026 le rilevazioni Gfk segnalano un calo del 2,2% a valore, in linea con la flessione dell’1,9% dell’intera elettronica di consumo. Dentro un settore maturo, però, si muovono con decisione i segmenti premium e i grandi formati: 55 pollici, 65 pollici e oltre sono ormai il vero motore della domanda. Il progresso passa da lì, dalle dimensioni, dalla tecnologia dei pannelli e dalle funzioni gestite dall’intelligenza artificiale.

E in questa partita la leadership dei marchi coreani non è più un dato scontato. I produttori cinesi incalzano, e non solo sul prezzo. In Italia, nel primo semestre di quest’anno, Hisense ha superato LG a volume, confermandosi terza a valore. Nel segmento dei TV Mini Led, a livello globale, le rilevazioni Omdia assegnano a Tcl il 31% di quota a volume a fine 2025, davanti a Hisense con il 25% e a Samsung, scivolata dal 76% del 2022 al 19% dell’anno scorso.

La scalata di Tcl e Hisense, con Haier alla finestra

Il televisore made in China ha smesso di competere solo con la leva industriale e conquista terreno sul piano tecnologico, nei mega formati e nella percezione di marca. “In Italia veniamo ancora percepiti come un marchio emergente, ma sul fronte produttivo abbiamo compiuto passi da gigante negli ultimi cinque o sei anni”, spiega Nicola Micali, Senior Go To Market Manager di Tcl Italy. Passi costruiti attraverso la sussidiaria CSOT, con acquisizioni nel comparto Lcd, comprese alcune fabbriche di LG Display, e una posizione sempre più verticale nella filiera dei pannelli. Dal 2027 andranno poi valutati gli effetti dell’acquisizione al 51% della divisione home entertainment di Sony, che comprende anche i TV Bravia.

I numeri sugli schermi giganti dicono molto. Nel 2022 se ne vendevano meno di 100 unità, nel 2025 si è superata quota 10mila. I 75 e 85 pollici sono passati da poche migliaia a circa 180mila pezzi. Produrre pannelli sempre più grandi a costi sostenibili sta diventando una leva competitiva decisiva, e spinge verso il basso il prezzo di tecnologie che fino a poco fa erano riservate alle fasce alte. Gianluca Di Pietro, amministratore delegato di Hisense Italia, ribadisce come “il televisore cinese abbia oggi un livello di innovazione sempre più rilevante”. Porta la firma Hisense, del resto, il mega TV da 116 pollici in tecnologia Mini Led RGB lanciato a ottobre 2025, oggi in vendita a circa 14.000 euro.

Micro RGB, Mini Led e la corsa alla luminosità

Samsung e LG restano solide nei segmenti ad alto valore aggiunto. La casa di Seoul risponde con una nuova accelerazione tecnologica e ha eletto il Micro RGB a cardine della proposta 2026. “Siamo convinti che la leadership si costruisca creando valore nel tempo, non inseguendo la competizione sul prezzo”, osserva Bruno Marnati, Vice President Audio Video di Samsung Electronics Italia. Tcl ha puntato invece su SQD Mini Led e su una retroilluminazione che, secondo le specifiche dichiarate, arriva a 10mila nit e oltre 20mila zone di local dimming sul top di gamma X11L. Per Di Pietro il Micro RGB è ancora agli albori, quasi un esercizio tecnico e stilistico di cui si parlerà dal 2030 in poi, quando le vendite di TV basati sullo standard RGB Led potrebbero superare a volume quelle degli Oled.

L’intelligenza artificiale pesa più sui costi che sulle funzioni

L’intelligenza artificiale a bordo agisce su due fronti. Uno funzionale, già a portata di telecomando, l’altro sui costi, meno visibile ma concreto. La domanda di AI, sottolinea Micali, “sta assorbendo capacità produttiva e spingendo verso l’alto i costi delle memorie Dram e Nand e questo ci sta portando a incrementare i prezzi su tutte le varie fasce di prodotto, incluse quelle più piccole e accessibili”. Anche Di Pietro conferma la pressione, precisando che l’AI “non sta impattando in modo così significativo sul costo del prodotto finito come invece lo stanno facendo alcuni componenti e gli oneri di logistica”. Tcl ha annunciato l’integrazione di Google Gemini nei propri modelli, mentre Samsung parla di una possibile interazione diversa con l’apparecchio e con i contenuti, pur ammettendo che è presto per valutarne gli effetti. “L’AI segna il passaggio dai dispositivi intelligenti a un ambiente intelligente”, chiude Marnati.

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