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Il nodo a 1,4 nm di TSMC comincia a prendere forma, e secondo le indiscrezioni che circolano in queste settimane il colosso taiwanese avrebbe messo in cantiere qualcosa di molto più ambizioso di un semplice passo in avanti: quattro stabilimenti produttivi operativi entro il secondo trimestre del 2028, con una capacità che farebbe impallidire i numeri attuali. La sorpresa vera, però, sta nel prezzo per wafer, che a quanto pare non si discosterebbe molto da quello del nodo a 2 nm. Cosa che, se confermata, ribalterebbe diverse previsioni.
Parliamo del primo salto sotto la soglia dei 2 nm per l’azienda, quindi di un passaggio tecnologico non banale, che arriva proprio mentre i processi N2 e N2P stanno entrando nel vivo della produzione di massa. Va detto subito che si tratta di informazioni non ufficiali, con un grado di attendibilità definito plausibile ma non certo.
Quattro fabbriche nel Central Taiwan Science Park e produzione dal 2028
I lavori riguarderebbero il Central Taiwan Science Park, dove TSMC starebbe accelerando sulla costruzione dei quattro impianti dedicati al nodo a 1,4 nm. La produzione pilota potrebbe partire già nel terzo trimestre del 2027, mentre la produzione di massa è attesa nel 2028. Entro il secondo trimestre di quell’anno l’output mensile stimato oscillerebbe tra 120.000 e 160.000 wafer, una cifra che dà bene l’idea di quanto sia cambiata la scala del gioco. Con tutti e quattro i siti a pieno regime, il fatturato annuo generato da questa sola tecnologia viene stimato tra 38,5 e 44,5 miliardi di euro, più del 30 percento del totale dell’azienda. Numeri che spiegano perché la corsa alle prenotazioni sia partita così presto.
Apple, AMD e gli altri: la fila per i wafer a 1,4 nm è già lunga
Il primo nome in lista è quello di Apple, i cui primi SoC a 1,4 nm dovrebbero arrivare nel 2028. Il motivo della fretta è facile da intuire: il boom dell’intelligenza artificiale ha reso la capacità produttiva una risorsa contesa, e l’azienda di Cupertino non vuole ritrovarsi di nuovo strozzata sulle forniture. Meglio muoversi in anticipo e garantirsi wafer a sufficienza per l’intera gamma di chip.
Solo che non è l’unica a pensarla così. Anche AMD, Broadcom e NVIDIA avrebbero iniziato a riservare quote di produzione, il che rende la situazione tutt’altro che comoda per chi arriva dopo. La concorrenza per accaparrarsi lo spazio nelle linee di TSMC è destinata a farsi ruvida.
Il prezzo per wafer è il dato più inatteso
Qui arriva la parte interessante. Secondo le stime più recenti, ogni wafer a 1,4 nm costerebbe ai clienti di TSMC circa 30.000 euro, una cifra sensibilmente più bassa dei circa 38.500 euro di cui si era parlato in precedenza. Un ribasso consistente, che cambia parecchio i conti per chi deve pianificare i costi di produzione dei prossimi anni.
Il confronto con il nodo a 2 nm è però quello che lascia perplessi. I wafer N2, dopo l’aumento di prezzo del 10 percento applicato dall’azienda, viaggiano intorno ai 28.500 euro. Significa che il salto di prezzo verso il nodo più avanzato sarebbe marginale, appena qualche punto percentuale. Una differenza così ridotta stona con la logica del settore, dove ogni nuova generazione litografica porta con sé costi di sviluppo e attrezzature enormemente superiori. Da qui il sospetto che i numeri circolati possano essere imprecisi o incompleti.
Fonte: TecnoAndroid








