Vai al contenuto
Offerte

Truffe telefoniche: 3,2 milioni di vittime e 731 milioni persi

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Tre milioni e duecentomila italiani hanno avuto a che fare con truffe telefoniche o tentativi di frode legati alla telefonia fissa e mobile nell’arco di dodici mesi, e il conto economico che ne esce fuori è pesante: oltre 731 milioni di euro di danni stimati. Numeri che raccontano un fenomeno tutt’altro che marginale, alimentato da strumenti banali e proprio per questo efficaci.

I canali sono sempre gli stessi, quelli che passano sotto gli occhi ogni giorno. Finti call center che chiamano fingendo problemi con il contratto o offerte imperdibili, email confezionate con loghi e caratteri che sembrano autentici, messaggi che arrivano sul telefono mentre si è distratti in coda alla cassa. Niente di particolarmente sofisticato, nessuna tecnologia futuristica dietro. Eppure funziona ancora, e i dati lo confermano senza troppi giri di parole.

Il silenzio che nasconde il problema vero

C’è un dato che pesa più di tutti gli altri e riguarda la reazione di chi ci casca. Il 59,4% delle vittime non presenta alcuna denuncia. Vuol dire che più di una persona su due incassa il colpo e va avanti, magari per imbarazzo, magari per la convinzione che tanto non servirebbe a nulla. Il risultato è che di quelle truffe non resta traccia da nessuna parte, in nessun registro, in nessuna statistica ufficiale.

Da qui deriva la conseguenza più scomoda: i 3,2 milioni di casi e i 731 milioni di euro sono probabilmente una fotografia parziale. La cifra reale, quella che comprende anche chi non ha mai raccontato niente a nessuno, sarà con ogni probabilità più alta. Un fenomeno sommerso che cresce all’ombra di un’abitudine tutta italiana, quella di considerare la segnalazione una perdita di tempo.

E poi c’è il capitolo che smonta uno dei luoghi comuni più duri a morire. Le vittime non sono soltanto gli anziani poco pratici di smartphone e app. I giovani risultano particolarmente esposti alle frodi mobile, quelle che viaggiano attraverso il telefono e sfruttano la velocità con cui si tocca uno schermo senza pensarci troppo. Chi passa ore al giorno online sviluppa una confidenza che a volte diventa distrazione, e i truffatori lo hanno capito benissimo.

Come funzionano nella pratica questi raggiri

Un esempio concreto e piuttosto diffuso arriva dagli SMS falsi che imitano operatori telefonici come WindTre. Il messaggio si presenta con un tono credibile, parla di un problema sul conto o di un rimborso in sospeso, e invita a cliccare su un link. Da lì in poi il copione è scritto: pagina che replica quella ufficiale, richiesta di dati personali o bancari, e il gioco è fatto.

Il meccanismo non cambia mai davvero, cambia soltanto il mittente di turno. Oggi è un operatore telefonico, domani una banca, dopodomani un corriere che annuncia una consegna bloccata. La struttura resta identica perché continua a produrre risultati, e finché produce risultati non c’è motivo di modificarla.

Condividi:
118 Condivisioni