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Alla dogana del Bangladesh è finito un carico che di personale aveva ben poco: 36 smartphone nascosti in valigia, insieme a 550 display e 950 schede madri destinate ai feature phone. Il sequestro è arrivato al termine di una serie di controlli condotti negli aeroporti di Dhaka e Chattogram, dove i funzionari doganali hanno messo le mani su un quantitativo di prodotti elettronici che va ben oltre il classico contrabbando di sigarette, alcol e oro a cui gli scali del Paese sono abituati.
L’operazione più rilevante è avvenuta all’aeroporto internazionale Hazrat Shahjalal di Dhaka, nel centro del Paese. Gli agenti della Customs Intelligence and Investigation Directorate hanno deciso di controllare il bagaglio di un passeggero appena sbarcato da Bangkok, e quello che hanno trovato all’interno ha giustificato ampiamente il sospetto. Occultati fra gli effetti personali c’erano 36 telefoni, tutti nuovi e tutti riconducibili a due soli modelli.
Cosa c’era davvero dentro quella valigia
Nel dettaglio, gli ispettori hanno contato 19 esemplari di Redmi Turbo 4 Pro e 17 di Honor 200. Due dispositivi di fascia media che sul mercato asiatico girano parecchio e che, moltiplicati per queste quantità, valgono cifre non trascurabili. Le autorità hanno stimato il valore complessivo dei telefoni nell’equivalente, ai tassi di cambio attuali, di circa 11mila euro. Non una fortuna, certo, ma abbastanza per rendere l’operazione economicamente interessante per chi l’aveva organizzata.
Il punto però è un altro, e riguarda il resto del contenuto. Nella stessa valigia sono stati trovati 550 display LCD di marchi differenti e 950 schede madri complete di schermo, destinate ai feature phone, ossia i vecchi cellulari a tasti che in molte aree del subcontinente restano ancora oggi diffusissimi. Un assortimento che, messo in fila, racconta qualcosa di più preciso di un semplice tentativo di evitare i dazi su qualche telefono di troppo.
Perché il carico assomiglia a una fornitura commerciale
Le proporzioni parlano da sole. Un passeggero che porta con sé uno o due smartphone in più rientra nella normalità, un passeggero che ne trasporta 36 insieme a 1.500 componenti sta facendo altro. Il carico intercettato a Dhaka somiglia molto di più a una piccola fornitura commerciale che al normale bagaglio di chi rientra da un viaggio, e la presenza contemporanea di dispositivi finiti e di pezzi di ricambio rafforza questa lettura.
La combinazione di telefoni completi, pannelli LCD e centinaia di schede madri suggerisce infatti che i controlli abbiano intercettato un flusso diretto non soltanto alla rivendita al dettaglio dei dispositivi, ma anche al mercato della riparazione e dell’assemblaggio. Un settore che in Bangladesh, come in buona parte dell’Asia meridionale, muove volumi enormi e vive proprio di componentistica reperita a basso costo, spesso attraverso canali che con le procedure di importazione ufficiali hanno poco a che spartire.
I sequestri, va ricordato, non si sono limitati allo scalo della capitale. I controlli hanno riguardato anche l’aeroporto di Chattogram, seconda città del Paese e principale porto commerciale, con la Customs Intelligence and Investigation Directorate impegnata su più fronti nello stesso periodo. Il bilancio complessivo dell’operazione, sommando i vari interventi, si chiude con 36 smartphone, 550 display per telefoni e 950 schede madri per feature phone finiti sotto sequestro.








