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Yangs Technology porta migliaia di robot per consegne in Europa

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I robot per le consegne arrivati dalla Cina hanno iniziato a muoversi sui marciapiedi europei, e non si parla di qualche prototipo lasciato girare per un test di quartiere ma di migliaia di unità. A spingerli è Yangs Technology, azienda con sede a Chengdu specializzata in robotica per l’ultimo miglio, che ha annunciato un dispiegamento su larga scala dei suoi mezzi autonomi nel vecchio continente. Macchine che trasportano fino a 20 chili e che restano operative per oltre 12 ore filate.

Il contesto aiuta a capire perché la notizia pesa. Per la Cina la robotica è una priorità industriale dichiarata, scritta nero su bianco nel quindicesimo Piano Quinquennale con obiettivi fissati al 2030. E i progressi si vedono anche nelle vetrine più spettacolari, tipo i cento metri piani dei World Humanoid Robot Games. L’anno scorso il vincitore chiudeva in 21,5 secondi, nella seconda edizione dello scorso agosto il tempo è crollato a 9,39 secondi, meglio del record umano di Usain Bolt.

Cosa sa fare il robot di Yangs Technology

Il mezzo rientra nel Livello 4 di automazione secondo la classificazione SAE. Ha un vano da 60 litri, regge fino a 20 chili di carico utile e monta una sensoristica mista che va dagli ultrasuoni alle telecamere fino al LiDAR. Il dettaglio più interessante riguarda la batteria, sostituibile rapidamente, quindi se le 12 ore di autonomia non bastano il servizio prosegue senza tempi morti degni di nota.

Il reparto dell’ultimo miglio, quello urbano su distanze corte, è forse il terreno più realistico per la robotica nel breve periodo. Le proiezioni fino al 2030 indicano una crescita del 20% annuo, per un mercato che a quel punto dovrebbe valere intorno ai 7 miliardi di euro. Non è un caso che ci si concentri lì, dove gli ostacoli normativi sono minori e i costi di ingresso più contenuti.

Sul fronte produttivo il quadro è abbastanza netto. Secondo la International Federation of Robotics la Cina installa già più della metà di tutti i robot industriali del pianeta, con una filiera che consente volumi enormi, costi bassi e personalizzazioni su misura per clienti stranieri. A questo si aggiunge un altro dato che dice molto, circa il 90% dei robot umanoidi al mondo esce da fabbriche cinesi. E Yangs Technology non è nemmeno un marchio di primissima fascia come Unitree o Pudu, eppure esporta migliaia di unità.

L’Europa resta un mosaico di regole

Il nodo europeo è sempre lo stesso, la frammentazione normativa. Da anni il continente funziona come laboratorio di prova per le consegne autonome, ma senza un’omologazione unificata per i robot logistici nello spazio pubblico ogni Paese va per conto suo. Starship, per dire, ha superato i 10 milioni di consegne commerciali dal 2014, contando però insieme Europa e Stati Uniti.

Estonia, Finlandia e alcune zone del Regno Unito hanno fatto da apripista, mentre la maggior parte degli altri Stati europei non ha ancora messo mano a una cornice comune. Va detto che il video diffuso su questo dispiegamento non cita Paesi specifici, sembra girato a Mosca e sui robot compaiono le scritte di Yandex, il colosso tecnologico russo.

Probabile quindi che Yangs Technology stia procedendo con accordi locali stretti con singole piattaforme di consegna e catene di supermercati, più che con un’espansione a tappeto. È la stessa strada seguita dai concorrenti occidentali, Starship non è sbarcata nel Regno Unito tutta insieme ma catena dopo catena.

Quanto al mezzo in sé, si colloca in una fascia compatta ben precisa. Non è un drone aereo, limitato dalle norme sullo spazio aereo e da un carico utile minimo, e non è nemmeno un furgone autonomo alla Nuro, pensato per tratte lunghe e volumi importanti. Il suo campo d’azione è il marciapiede, il centro commerciale, il quartiere residenziale, con percorsi brevi e velocità da passeggiata. Il tipo di robot autonomo con meno attriti regolatori e il costo d’ingresso più basso dell’intero ecosistema.

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