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Tra le azioni Apple passate di mano negli ultimi giorni ce n’è un pacchetto piuttosto corposo che porta la firma di Tim Cook. L’ex CEO, oggi Executive Chairman dell’azienda di Cupertino, ha venduto 191.753 titoli il 2 ottobre, per un valore complessivo di circa 55 milioni di euro. L’operazione è arrivata appena un giorno dopo la maturazione di 374.541 azioni vincolate, quelle che in gergo finanziario vengono chiamate restricted stock units e che fanno parte del suo pacchetto retributivo. Non si è trattato quindi di una mossa isolata, ma del passaggio successivo a un meccanismo di compenso già fissato da tempo.
Per capire meglio il quadro conviene partire proprio da qui. Le RSU sono una forma di remunerazione in titoli che dà al dipendente il diritto di ricevere azioni della società quando vengono soddisfatte determinate condizioni. Nel caso di Cook il numero di quote maturate è stato calcolato guardando al rendimento totale per gli azionisti di Apple, messo a confronto con quello delle altre aziende che compongono l’indice S&P 500. Il periodo di riferimento copre tre anni, quindi una finestra abbastanza lunga da misurare l’andamento del gruppo senza farsi condizionare dalle oscillazioni di breve periodo.
Prezzi di vendita e quota trattenuta per il fisco
Il documento depositato presso la SEC, l’autorità statunitense che vigila sui mercati, racconta che la cessione non è avvenuta in un colpo solo. Le azioni sono state vendute con più operazioni distinte, a prezzi compresi all’incirca tra 284 e 288 euro per titolo. Quando la notizia è emersa, il titolo Apple veniva scambiato intorno ai 287 euro, quindi in linea con la fascia in cui si sono mossi gli scambi di Cook.
C’è poi un’altra fetta dell’operazione che non finisce nel conto delle vendite vere e proprie ma pesa parecchio. Apple ha infatti trattenuto 199.038 azioni per coprire gli obblighi fiscali legati alla maturazione delle RSU. Il valore di questa quota, calcolato su un prezzo di circa 284 euro per azione, si aggira sui 56,5 milioni di euro. Praticamente una cifra persino superiore a quella incassata con la vendita sul mercato, e che serve a saldare le imposte dovute sul compenso ricevuto in titoli.
Il dettaglio più interessante riguarda però i tempi. La vendita non è nata da una decisione improvvisa presa davanti ai grafici di Borsa, ma rientra in un piano di trading programmato che Cook aveva adottato a maggio, secondo le regole previste dalla SEC per questo tipo di operazioni. In altre parole tutto era stato impostato con largo anticipo, e il giorno della cessione si è limitato a eseguire quanto stabilito mesi prima. È un meccanismo molto diffuso tra i dirigenti delle grandi società quotate, proprio perché mette al riparo da eventuali sospetti legati alle informazioni riservate.
Quante azioni Apple restano a Tim Cook
Lo stesso 2 ottobre l’Executive Chairman ha anche ceduto a titolo di dono 26.325 azioni Apple. Il documento ufficiale però non specifica chi sia il destinatario del regalo, e su questo punto non sono emersi altri particolari.
Mettendo insieme tutti i tasselli, tra la vendita sul mercato, le quote trattenute per le tasse e quelle regalate, il patrimonio azionario di Tim Cook resta comunque molto consistente. L’ex amministratore delegato detiene ancora oltre 3,2 milioni di azioni Apple, custodite attraverso il suo trust.
Fonte: TecnoAndroid








