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Droni subacquei, 116 in sciame autonomo: record Guinness in Cina

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Uno sciame di 116 droni subacquei capace di muoversi da solo, senza che nessuno ne tenga i comandi, ha appena stabilito un nuovo record in Cina. L’impresa porta la firma di un gruppo di ricercatori della Northwestern Polytechnical University, che è riuscito a far lavorare in contemporanea più di cento piccoli mezzi sotto la superficie dell’acqua. A prima vista potrebbe sembrare una curiosità da laboratorio. Guardato con un po’ più di attenzione, però, il risultato dice parecchio sul livello raggiunto dalla coordinazione tra macchine autonome.

Dal cielo all’acqua, una sfida tutta diversa

Far volare insieme decine o centinaia di droni aerei è ormai una pratica consolidata. Gli spettacoli luminosi costruiti su questa capacità sono diventati quasi un’abitudine, tanto che in diverse occasioni, per esempio a fine anno, prendono il posto dei classici fuochi d’artificio. Il pubblico li osserva con meraviglia ma senza più troppa sorpresa, perché la tecnologia che li governa è ben rodata e il pubblico ci ha fatto l’occhio.

Il discorso cambia parecchio quando la scena si sposta sott’acqua. Già guidare un singolo drone in un ambiente del genere è complicato. Moltiplicare quel mezzo per 116 e pretendere che si muovano tutti nello stesso momento, per giunta senza alcun intervento umano, significa portare il problema su una scala completamente diversa. Non basta più far funzionare una macchina. Bisogna farne convivere molte nello stesso spazio, ognuna con il proprio tragitto da rispettare e senza intralciare le altre.

Ed è proprio questo l’aspetto che rende interessante il traguardo raggiunto dai ricercatori cinesi. Conta poco il singolo veicolo preso da solo, mentre pesa molto di più la capacità dell’intero gruppo di agire come un insieme ordinato, in piena autonomia. È lì che si misura la vera difficoltà dell’esperimento.

I numeri del Guinness World Record

Il 29 agosto il team della Northwestern Polytechnical University ha messo in acqua 116 veicoli subacquei autonomi TH-618, facendoli operare tutti contemporaneamente. Con questa dimostrazione il gruppo si è aggiudicato il Guinness World Record per il maggior numero di AUV attivi nello stesso momento. La sigla sta per Autonomous Underwater Vehicles, cioè veicoli subacquei autonomi, la categoria a cui appartengono appunto i TH-618 utilizzati nella prova.

Il test si è svolto in una piscina lunga 50 metri, quindi in un ambiente controllato e ben delimitato. Una volta immersi, i droni hanno seguito da soli un percorso stabilito in precedenza, senza che nessuno dovesse correggerne la rotta dall’esterno o intervenire per rimetterli in riga. Ogni mezzo sapeva dove andare e lo ha fatto insieme agli altri, come parte di un unico organismo.

Anche la durata dell’esercizio merita attenzione. La flotta è rimasta in movimento per 34 minuti, un tempo tutt’altro che trascurabile per un numero così elevato di unità chiamate a spostarsi in maniera coordinata. Mantenere l’ordine per qualche istante è una cosa, riuscire a farlo per oltre mezz’ora è un altro paio di maniche, soprattutto quando i protagonisti sono più di cento.

In quella mezz’ora abbondante lo sciame ha percorso complessivamente circa 500 metri, l’equivalente di una decina di vasche della piscina che ha ospitato la prova. È questa la distanza coperta dai 116 droni TH-618 nel giorno in cui hanno conquistato il primato mondiale.

Fonte: TecnoAndroid

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