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Da più di vent’anni le calcolatrici grafiche TI occupano lo stesso posto nella lista della spesa di settembre, quella che accompagna il rientro a scuola insieme a quaderni e zaini. Stesso modello, stesso design, stesso prezzo più o meno immutato. E il dominio della divisione calcolatrici di Texas Instruments affonda le radici ancora più indietro nel tempo, ben prima dei primi anni Duemila.
È proprio questa storia il tema del nuovo episodio di Version History, il podcast in cui David Pierce viene raggiunto da Nilay Patel e Victoria Song per ricostruire come un’unica azienda sia riuscita a prendersi un intero mercato e a non mollarlo più. Non un dettaglio da poco, considerando quanto raramente accada che un prodotto tecnologico resti praticamente identico a se stesso mentre tutto il resto, dagli smartphone ai computer, cambia pelle ogni diciotto mesi.
Come un solo modello è diventato lo standard delle aule
Il cuore della vicenda è il TI 84 Plus, la calcolatrice che continua a essere richiesta nelle classi nonostante sia, per capacità di calcolo e interfaccia, uno strumento rimasto fermo a un’altra epoca. Uno schermo in bianco e nero, tasti di gomma, un menu che chiunque abbia frequentato un liceo negli ultimi due decenni riconoscerebbe a occhi chiusi. Eppure resta lì, saldamente ancorata ai programmi scolastici.
Il meccanismo che ha costruito questo monopolio passa molto più dalle istituzioni che dal prodotto in sé. Quando un modello specifico viene indicato come strumento ammesso nei test e nei corsi di matematica, l’effetto è a catena: insegnanti formati su quella macchina, manuali costruiti attorno a quella macchina, esami che presuppongono quella macchina. Cambiare costa fatica a tutti, e così l’inerzia diventa il miglior alleato commerciale possibile. Texas Instruments non ha dovuto convincere gli studenti uno per uno, le è bastato entrare nel sistema scolastico e restarci.
Attorno a questa dinamica si è sviluppata negli anni una discussione che va ben oltre la nostalgia per i giochini caricati di nascosto sulla calcolatrice durante le ore di lezione. Il caso delle calcolatrici grafiche TI viene spesso citato come esempio di cosa succede quando un solo fornitore diventa infrastruttura educativa, con tutte le conseguenze sui prezzi e sulla libertà di scelta di famiglie e istituti. Un tema che torna a essere attuale proprio ora che nelle scuole entrano strumenti di intelligenza artificiale generativa, con lo stesso rischio di dipendenza da pochi attori.
Una stagione dedicata al ritorno a scuola
L’episodio sulle calcolatrici è il secondo della quinta stagione di Version History, tutta costruita attorno al tema del rientro tra i banchi. Il primo puntata aveva raccontato i viaggi pieni di insidie di The Oregon Trail, il gioco che generazioni di studenti hanno affrontato nel laboratorio di informatica tra dissenteria e fiumi da guadare.
Nelle settimane successive il programma prevede altri capitoli della stessa saga tecnologico scolastica: il progetto One Laptop Per Child, l’ascesa dei Chromebook nelle aule, il LeapPad e persino la lavagna luminosa, quella con i lucidi trasparenti che scivolavano sempre nel momento sbagliato. Gli episodi vengono pubblicati sul feed del podcast di Version History, sul canale YouTube dedicato e sugli account TikTok e Instagram della testata. Chi è abbonato può ascoltare Version History e gli altri podcast senza pubblicità, attivando l’opzione dalle impostazioni del proprio account.
Per chi volesse approfondire la storia del TI 84 Plus e della sua presa sulle classi, esistono diversi materiali di riferimento, dalle ricostruzioni sul perché una calcolatrice tecnicamente superata mantenga ancora oggi il controllo delle aule, fino alle analisi che leggono quel caso come lezione per il mondo dell’istruzione alle prese con l’intelligenza artificiale.
Fonte: TecnoAndroid








