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Federico Faggin a Pompei: la coscienza non si può programmare

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Non capita spesso che a parlare di coscienza e intelligenza artificiale sia chi quella rivoluzione l’ha letteralmente costruita con le proprie mani, e infatti le parole di Federico Faggin allo Human Driven AI Summit di Pompei pesano più di tante prese di posizione accademiche. Il fisico e imprenditore italiano, padre del primo microprocessore commerciale nel 1971, è intervenuto da remoto per dire una cosa piuttosto netta: la coscienza è ciò che separa l’essere umano dalle macchine, e l’etica non è riducibile a un algoritmo. Non si può spiegare, sostiene, tantomeno programmare. Il contesto aiuta a capire il peso della dichiarazione. La due giorni campana ruota attorno all’intelligenza umana collocata al centro dell’era digitale, in una fase in cui il dibattito su sviluppo e sicurezza di queste tecnologie è ormai tecnologico, economico e politico allo stesso tempo. Faggin si è inserito lì, con una tesi che va oltre la prudenza di maniera.

Perché secondo Faggin la coscienza non si replica

Il ragionamento parte da un punto che il fisico ha ribadito più volte: la coscienza umana non è replicabile, e resta uno degli elementi di differenziazione tra la mente e gli algoritmi più avanzati di intelligenza artificiale. “Bisogna postulare l’esistenza della coscienza e del libero arbitrio sin dalle origini dell’Universo”, ha spiegato, aggiungendo che con la fisica classica è impossibile spiegare l’esistenza di questi processi.

Non è una posizione spiritualista buttata lì. Faggin la porta avanti da anni, e oggi la sua ricerca è dedicata proprio allo studio scientifico della coscienza attraverso la Federico and Elvia Faggin Foundation. Il punto che gli sta a cuore riguarda il rapporto tra dato e significato: coscienza e libero arbitrio, dice, creano il linguaggio, stanno alla base dell’informazione e del dato stesso. Ma il dato, da solo, non basta. Manca di qualcosa di profondamente umano. E non si possono delegare alla fisica quantistica le componenti della mente, altro passaggio su cui il fisico è stato esplicito. Sull’ipotesi di una macchina capace di riprodurre gli aspetti fondamentali dell’uomo, la formula usata è tranchant: “il solo pensarlo è una favola”. Detto da uno che ha progettato i chip su cui poi è stata costruita buona parte dell’informatica moderna, fa un certo effetto.

Chi è l’uomo che ha inventato il microprocessore

Classe 1941, Federico Faggin è un nome storico della Silicon Valley e una voce che nel settore tecnologico pesa parecchio. Oltre alla progettazione dell’Intel 4004, il primo microprocessore commerciale, è stato responsabile dello sviluppo dei microprocessori Intel 8008, Intel 4040, Intel 8080 e Z80, architetture comprese. A lui si deve anche la tecnologia MOS silicon gate, quella che ha reso possibili i chip di memoria a semiconduttore. In pratica, senza quel lavoro, gran parte dell’elettronica che oggi diamo per scontata non esisterebbe nella forma che conosciamo.

I riconoscimenti sono arrivati di conseguenza. Nel 2010 il presidente Obama gli ha consegnato la National Medal of Technology and Innovation, nel 2014 è stato insignito del Premio Enrico Fermi. Curriculum che rende difficile liquidare le sue riflessioni sull’etica come nostalgia di un ingegnere fuori tempo massimo. C’è poi un aspetto quasi paradossale nella vicenda. Chi ha materialmente dato il via all’era dei calcolatori personali oggi passa il proprio tempo a segnare un confine, a dire dove la macchina si ferma. Non perché non sia potente abbastanza, ma perché opera su un piano diverso. Il calcolo elabora dati, la coscienza produce significato, e i due mondi non coincidono per quanto le prestazioni degli algoritmi continuino a crescere.

Il summit di Pompei si muove esattamente su questo crinale, con l’intelligenza umana messa al centro invece che sullo sfondo. E l’intervento di Faggin, in collegamento, ha fissato il paletto più netto della manifestazione: l’etica non è un algoritmo, non può essere spiegata, e nessuna macchina la scriverà al posto nostro.

Fonte: TecnoAndroid

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