Vai al contenuto
Offerte

Threehalves, il robot centauro con motosega che sfida gli incendi

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Un robot centauro alto poco più di due metri che impugna una motosega e si arrampica su terreni sconnessi mentre i boschi bruciano: è la proposta di una startup di Auburn, in California, presentata alla stampa in questi giorni e già circondata da qualche perplessità. Si chiama Satyress l’azienda, e il nome non è casuale, visto che al corpo mezzo umano e mezzo equino della creatura mitologica è stata aggiunta una testa dalle sembianze caprine, come nei satiri. La macchina, invece, porta il nome di Threehalves, letteralmente “tre metà”, gioco di parole che riassume la sua natura ibrida a tre anime.

Nella mitologia i centauri abitavano le zone montuose della Tessaglia e dell’Arcadia ed erano noti per il loro carattere doppio, in genere guidati dalla ragione ma capaci di scatti violenti apparentemente senza motivo. Qui però le frecce e l’arco lasciano il posto a strumenti ben più prosaici, come una motosega o un trapano a percussione, da usare nei boschi in fiamme per creare barriere antifuoco eliminando alla radice il materiale combustibile. Esattamente il lavoro che oggi svolgono i vigili del fuoco in condizioni al limite del sopportabile.

Come è fatto e come si muove il robot centauro

Le misure parlano di 7 piedi di altezza, ovvero 2,13 metri, per circa 110 chilogrammi di peso. La parte superiore antropomorfa non ha mani: le attrezzature vanno agganciate direttamente alle estremità. La parte inferiore, quadrupede, è quella che permette di affrontare terreni impervi ad altissime temperature con una certa disinvoltura. Le articolazioni con freno a frizione garantiscono un equilibrio migliore rispetto ai robot antropomorfi classici, con il vantaggio di non consumare energia quando la macchina resta ferma.

Tutto è pensato in ottica modulare. Arti, torso e testa possono essere sostituiti e ricalibrati in pochi minuti in caso di danneggiamento, e condividono tre elementi di fissaggio comuni validi per l’intera gamma di componenti. Nessuna intelligenza artificiale a bordo, va detto: Threehalves opera a vista e viene teleguidato da operatori umani grazie ai flussi video di tre microcamere collocate all’altezza degli occhi e sugli snodi delle zampe. Serve solo un joystick, contenuto in una valigetta portatile. L’idea non è sostituire i lavoratori specializzati, ma dare loro qualche abilità in più dove le condizioni diventano disumane.

I dubbi rimasti sul tavolo dopo la presentazione

Due questioni sono rimaste in sospeso e hanno alimentato qualche mugugno. La prima riguarda l’assenza di un video dimostrativo del centauro in movimento. Dalla California promettono che arriverà a breve, mentre per la commercializzazione servirebbero ancora un paio d’anni. La seconda è più curiosa: perché prevedere un sistema di emergenza per bloccare all’istante una macchina che, appunto, è teleguidata? Nella cavità toracica e sulla schiena ci sono due serbatoi d’aria progettati per attivare blocchi a perno su tutte le articolazioni. Se venissero bucati, azzerando la pressione nei circuiti, il robot si immobilizzerebbe. Il sito ufficiale, tra il serio e il faceto, suggerisce di pugnalare o sparare al robot per fermarlo, oppure semplicemente di premere il pulsante di arresto di emergenza posizionato sullo stomaco.

L’idea del centauro per le emergenze non nasce oggi. Quindici anni fa l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova aveva sviluppato con la stessa logica un prototipo chiamato Momaro, all’interno del Progetto Centauro finanziato dalla Commissione europea. E solo pochi giorni fa la Cina ha mostrato un altro robot a quattro zampe, queste dotate di ruote, con due braccia, destinato alle centrali nucleari e alle aree colpite da calamità, capace di trasportare oltre un quintale di carico utile.

Threehalves nasce per gli scenari di disastro in senso ampio: incendi boschivi, ricerca tra le macerie dopo frane e terremoti, miniere, ambienti tossici, con resistenza alle temperature estreme e capacità di lavorare in piena oscurità. Per il trasporto, due esemplari possono stare affiancati in posizione accovacciata nel cassone di un pick up con il portellone chiuso.

Condividi:
137 Condivisioni