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Il passaggio da un dramma true crime piuttosto pesante a una commedia supereroistica non è cosa semplice, e Skyler Gisondo lo ha vissuto sulla propria pelle: l’attore racconta che proprio il lavoro su Primetime lo ha reso più pronto a rimettersi nei panni di Jimmy Olsen per il ritorno nel DCU, questa volta in The People v. Gorilla Grodd. Un salto tonale netto, insomma, che però ha finito per tornare utile.
“È un bel cambio di marcia”, spiega Gisondo parlando del ritorno al reporter più intraprendente della Metropolis cinematografica dopo aver interpretato Dan in Primetime. “In realtà sono passato direttamente da… no, non direttamente, dopo Primetime la cosa successiva è stata Focker-in-Law… che, dal punto di vista dei toni, è un film molto diverso”. Tradotto: tre registri completamente distanti uno dall’altro in pochi mesi di lavoro.
Un Jimmy Olsen in versione mockumentary
Il punto interessante riguarda la forma che prenderà The People v. Gorilla Grodd, descritta dallo stesso attore come un progetto a metà tra il mockumentary e il racconto true crime. “Ora sono tornato a fare Jimmy Olsen, e questa cosa è tipo un mockumentary, una roba true crime, quindi è molto vicina ad Atlanta come stile, ed è divertente”, racconta Gisondo. Il riferimento alla serie di Donald Glover dà bene l’idea del tipo di comicità che si respira sul set, più sporca e realistica rispetto al blockbuster classico.
Nel corso della chiacchierata l’attore tira in mezzo anche Robert Pattinson, suo collega in Primetime: “Rob ha detto una cosa in una delle nostre interviste, che in The Odyssey a volte sentiva ancora un po’ la voce di Chris Hansen, e pensi ‘ah giusto, devo scrollarmela di dosso…'”. Poi la conclusione: “Ma no, è andata bene. E Primetime è stato fantastico. Mi sento più preparato per questa serie ora, lavorando su questa cosa più in stile vérité”.
E si capisce il perché. Girare qualcosa costruito come un finto documentario richiede un tipo di recitazione diversa, meno teatrale e più trattenuta, e passare mesi dentro un progetto che imita il linguaggio della televisione reale è una palestra che difficilmente si trova altrove. Nella nuova serie, Jimmy Olsen segue il caso di un Gorilla Grodd forse accusato ingiustamente attraverso un podcast true crime, il che spiega bene quanto quell’esperienza possa tornare comoda.
Cosa racconta Primetime
Diretto da Lance Oppenheim, Primetime vede Robert Pattinson nel ruolo di una versione romanzata di Chris Hansen, il conduttore di To Catch a Predator. Il programma, andato in onda tra il 2004 e il 2008, seguiva le operazioni di un gruppo di attivisti che prendeva di mira uomini intenzionati a ottenere prestazioni sessuali da minori nelle chat online.
Il film non è però un biopic, né una ricostruzione della nascita del programma. La base di partenza è l’articolo di Esquire intitolato “Tonight on Dateline This Man Will Die”, che ricostruisce l’operazione più discussa di tutte, quella finita con il suicidio di un funzionario eletto.
Gisondo interpreta Dan Plum, giovane aspirante attore che fa un provino per il programma senza capire che il ruolo assegnato sarà quello dell’esca, l’elemento che attira gli uomini verso l’arresto. Se la prova di Pattinson ha raccolto consensi meritati, è il personaggio di Gisondo a funzionare come vero cuore emotivo del film: l’ingenuità di Dan e i suoi sogni hollywoodiani si scontrano con la caccia senza pietà di Hansen, mossa tanto dalla giustizia quanto dagli ascolti. Una distanza notevole dal reporter visto nel Superman di James Gunn, dove Jimmy Olsen ha fatto il suo debutto nell’universo condiviso. Primetime arriva nelle sale il 25 settembre.
Fonte: TecnoAndroid








