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Dietro la scelta di Bethesda di non affidare mai The Elder Scrolls a studi esterni ci sarebbe un motivo preciso, e ha un nome che gli appassionati di giochi di ruolo conoscono molto bene: Fallout: New Vegas. Il capitolo sviluppato da Obsidian Entertainment si è trasformato negli anni in una vera spina nel fianco per la casa madre. La sua qualità e l’eco che ha avuto tra i giocatori hanno spinto in tanti a chiedersi quale delle due compagnie fosse davvero capace di firmare gli episodi migliori della saga post apocalittica.
Non si parla di una semplice chiacchierata tra appassionati. Questa rivalità, almeno per come la percepiva il pubblico, ha avuto conseguenze concrete sulle strategie interne dell’azienda. La dirigenza, e in particolare Todd Howard, avrebbe fatto il possibile per evitare che una dinamica simile si ripetesse con l’altro grande franchise della casa, cioè la celebre serie fantasy che da sempre rappresenta uno dei pilastri dell’editore.
Il racconto di Kurt Kuhlmann e la spaccatura tra i fan
A svelare il retroscena è stato Kurt Kuhlmann, ex designer di Bethesda, intervenuto di recente al FRVR Podcast. Secondo lui il lavoro di Obsidian ha prodotto una divisione piuttosto netta all’interno della community, con due schieramenti ben distinti e poco inclini al compromesso.
Le parole dell’ex sviluppatore sul caso New Vegas sono piuttosto eloquenti: “Tutta la questione di New Vegas ha creato perlomeno la percezione del ‘Chi fa un gioco di Fallout migliore? Oh, dovrebbero semplicemente darlo a Obsidian.’ Ci sono i fan di Obsidian e di New Vegas che pensano ‘Ovviamente New Vegas è molto meglio, Obsidian è molto più brava a fare questi giochi, perché non le affidano del tutto Fallout?'”
Proprio questa frattura spiegherebbe perché Bethesda non abbia mai delegato capitoli di The Elder Scrolls a team di sviluppo esterni, nemmeno per colmare le lunghe attese tra un episodio principale e il successivo. Howard ha preferito mantenere il controllo assoluto sulla saga fantasy, tenendone saldamente in mano le redini.
Il ruolo di ESO e il nuovo scenario con Microsoft
Sull’atteggiamento del suo ex capo Kuhlmann non sembra avere dubbi, e lo descrive come decisamente protettivo nei confronti della serie. “Non credo che Todd volesse ricreare quella situazione per The Elder Scrolls. Todd, per quanto ho visto durante il mio periodo lì, è molto protettivo”, ha spiegato nel corso dell’intervista.
A smorzare un po’ la pressione, sempre secondo l’ex designer, ci avrebbe pensato The Elder Scrolls Online. “Credo che The Elder Scrolls Online abbia allentato un po’ la pressione. C’era un nuovo prodotto di Elder Scrolls ed era continuativo. Creava costantemente nuovi contenuti. E ci sono molte persone […] per le quali The Elder Scrolls oggi è ESO.” Il titolo online, in pratica, ha permesso al marchio di restare presente e attivo anche durante le lunghe pause tra un capitolo e l’altro. Kuhlmann lo ha sintetizzato così: “Credo che ESO abbia rappresentato un po’ il ‘Stiamo facendo qualcosa con Elder Scrolls, c’è un prodotto per chi lo desidera’.”
Oggi il desiderio di molti appassionati, cioè rivedere Obsidian al timone di Fallout, sembra essersi concretizzato. Lo scenario però è profondamente cambiato rispetto ai tempi di New Vegas. Entrambi gli studi fanno ora parte della divisione gaming di Microsoft, un ecosistema che attualmente sta affrontando una pesante ristrutturazione. E Obsidian non è più una realtà indipendente che lavora alla serie, ma uno studio posto direttamente sotto Bethesda.
Fonte: TecnoAndroid








