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Chi ha già messo nel carrello i nuovi AirPods 5 farebbe bene a controllare il cassetto degli accessori, perché nella confezione non troverà alcun cavo. Apple ha confermato che nessuno dei due modelli annunciati questa settimana include un cavo USB-C né tantomeno un alimentatore, quindi la ricarica resta un problema da risolvere con quello che si ha già in casa. Una scelta che non sorprende chi segue da vicino le abitudini dell’azienda, ma che vale la pena ricordare adesso, mentre i preordini sono aperti e la tentazione di cliccare senza leggere le specifiche è forte.
La questione riguarda entrambe le versioni disponibili, che si differenziano per il tipo di custodia e, di conseguenza, per le opzioni di alimentazione. In pratica, chi punta al modello più economico si ritrova con una sola strada percorribile, mentre chi spende di più ha un ventaglio di possibilità decisamente più ampio.
Due modelli, due modi diversi di ricaricare
Il modello base degli AirPods 5 supporta esclusivamente la ricarica via cavo. Nessuna base wireless, nessuna scorciatoia: serve un cavo USB-C, e va procurato per conto proprio. Per la maggior parte delle persone non sarà un dramma, visto quanti cavi di questo tipo circolano ormai tra iPhone, iPad, Mac e praticamente qualsiasi altro dispositivo comprato negli ultimi anni. Ma per chi arriva da un ecosistema più datato, o semplicemente ha buttato via l’ennesimo cavo consumato, la spesa aggiuntiva c’è e va messa in conto.
La seconda variante, quella con custodia di ricarica wireless, cambia completamente le carte in tavola. Qui le opzioni si moltiplicano: si può usare sempre il proprio cavo USB-C, oppure appoggiare la custodia su un caricatore MagSafe, su un caricabatterie Qi standard o persino sul disco di ricarica di Apple Watch. Quest’ultima possibilità è una di quelle chicche che fanno comodo in viaggio, quando lo spazio in valigia è poco e portarsi dietro tre accessori diversi diventa fastidioso.
Cosa mettere in conto prima del preordine
Il punto centrale resta lo stesso per entrambe le configurazioni: nella confezione non c’è nulla oltre agli auricolari e alla custodia. Niente cavo, niente alimentatore da parete. Chi ordina pensando di trovare tutto il necessario si troverà davanti a una scatola più leggera del previsto, e il momento dell’unboxing rischia di essere meno soddisfacente di quanto immaginato.
Per chi ha già un ambiente Apple ben popolato la differenza è quasi nulla. Un cavo USB-C si trova ovunque, un caricatore MagSafe è probabilmente già sulla scrivania o sul comodino, e il disco di ricarica dell’orologio è lì che aspetta di essere riutilizzato. Il discorso cambia per chi entra adesso nel mondo degli AirPods partendo da zero, perché a quel punto al prezzo dell’auricolare va sommato quello dell’accessorio che serve per tenerlo vivo.








