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Arriva con recensioni molto positive The Blood of Dawnwalker, il gioco di ruolo a tinte vampiresche firmato da Konrad Tomaszkiewicz, già director di The Witcher 3, oggi alla guida dello studio Rebel Wolves. L’embargo sulle valutazioni è caduto e il quadro che emerge è piuttosto chiaro, con un punteggio di 83 su Metacritic che colloca il gioco appena dietro a due classici amatissimi come The Witcher 1 e The Witcher 2. Non male, per un debutto.
Il paragone con la serie da cui proviene buona parte del team era inevitabile, anche se andrebbe maneggiato con cura. The Witcher 3 resta parecchio più avanti con il suo 92 di Metascore, ma misurare qualunque gioco di ruolo con il capolavoro di CD Projekt Red è un esercizio che tende a essere ingeneroso. Quello che conta, semmai, è capire dove il titolo di Rebel Wolves convince e dove invece inciampa.
Le voci fuori dal coro: ritmo strano e missioni ripetitive
Dentro un consenso generalmente favorevole si trovano alcune valutazioni più fredde, e vale la pena guardarle da vicino perché tornano tutte sugli stessi punti. GamesRadar+ ha assegnato 3 stelle su 5, parlando di un ritmo “strano” e di incarichi “ripetitivi”, pur elogiando il combattimento e la costruzione del mondo. Nella recensione si legge che The Blood of Dawnwalker è un gioco di ruolo vampiresco a struttura libera che fa di tutto per rendere fluido il suo insolito sistema di missioni legate al tempo, con il risultato di un’avventura meno interessante di quanto sembrerebbe promettere. Anche le abilità vampiriche, viene notato, perdono mordente per la scarsità di scelte morali, mentre resta apprezzabile il mondo di ispirazione folklorica.
Sulla stessa linea Game Rant, con un 6 su 10 che promuove ambientazione e narrazione ma boccia la quantità di sbavature tecniche e, di nuovo, la ripetitività delle attività. Game Informer si ferma a 7 su 10 e sottolinea meccaniche disomogenee, incluso il sistema centrale che tratta il tempo come una risorsa, quello stesso orologio interno che dovrebbe essere il cuore dell’esperienza.
Chi invece parla di uno dei migliori RPG degli ultimi anni
Il resto delle testate racconta una storia diversa. Vice ha assegnato un 10 su 10 pieno, definendo il gioco uno dei migliori RPG dai tempi di The Witcher 3. IGN si è fermata a 9 su 10, con il recensore che lo indica come il suo nuovo gioco preferito a tema vampiri e uno dei migliori titoli narrativi provati da parecchio tempo a questa parte. Ancora più entusiasta Destructoid, che con un 9,5 su 10 lo ha descritto come un gioco perfetto sotto quasi ogni aspetto immaginabile. GameSpot chiude con un 8 su 10, applaudendo la scrittura e un combattimento definito convincente, ma segnalando problemi tecnici e una distinzione poco marcata tra forma umana e forma vampirica.
Messi in fila, questi giudizi disegnano un titolo che divide sui dettagli ma raccoglie un accordo di fondo sulla qualità complessiva. La sensazione condivisa è che Rebel Wolves abbia costruito un dark fantasy solido, con personaggi di spessore e una storia che tiene alto il nome della scuola CD Projekt Red, zavorrato però da qualche imprecisione tecnica e da una certa ripetitività che gli impedisce di diventare subito un classico. Una spaccatura del genere, più che un problema, suggerisce un progetto che ha osato qualcosa e che inevitabilmente non funziona allo stesso modo per tutti. The Blood of Dawnwalker esce il 3 settembre su PS5, Xbox Series X e PC. Dagli sviluppatori arriva anche una curiosità sulla struttura aperta del gioco: è possibile affrontare il boss finale subito dopo il prologo, anche se riuscirci sarà, parole loro, un’impresa degna delle leggende.










