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Quando negli Stati Uniti arriva il momento di cambiare macchina, poco più di un automobilista su due decide di restare con lo stesso marchio, e la fedeltà dei clienti nel 2026 si assesta su una media del 52%. Un valore che però racconta poco, perché tra una Casa e l’altra le distanze sono enormi. In testa alla classifica, e qui la sorpresa c’è tutta, si piazza Tesla con il 64% degli acquirenti che, al momento di comprare una nuova vettura, sceglie ancora il marchio americano. I numeri arrivano dalle elaborazioni di S&P Global Mobility e riguardano gli acquisti registrati negli USA fino a maggio 2026. Il criterio è semplice: viene calcolata la quota di chi, dopo aver posseduto un’auto di una certa marca, ne compra un’altra dello stesso costruttore, senza distinzione di modello. Tradotto, misura quanto un cliente si trova bene e quanto poco ha voglia di guardarsi attorno.
Tesla, Ferrari e Toyota oltre quota 60%
Il 64% di Tesla è un primato isolato, nessun altro marchio ci arriva. Sono 4 punti in più rispetto a Toyota e ben 12 sopra la media del mercato statunitense. In pratica, tra i clienti Tesla che tornano in concessionaria, quasi due su tre firmano di nuovo per la stessa marca.
Il risultato colpisce ancora di più se si considera il periodo che il costruttore sta vivendo. La concorrenza nelle auto elettriche è cresciuta in fretta e le vendite globali di Tesla nel 2025 sono calate del 9% rispetto all’anno precedente. Negli Stati Uniti, però, la posizione resta solida: quasi una vettura elettrica su due venduta porta il marchio Tesla.
Al secondo posto si trova Ferrari con il 61%, un dato che pesa parecchio visto che Maranello gioca in una fascia di mercato completamente diversa e ha appena allargato la gamma con la Luce, il suo primo modello totalmente elettrico. Terza Toyota al 60%, poi Subaru al 59% e Honda al 58%. Tre marchi giapponesi nelle prime cinque posizioni non è un caso: negli anni queste Case si sono costruite negli Stati Uniti una fama fatta di affidabilità e costi di gestione contenuti.
Sempre al 58% c’è Ford, il migliore tra i costruttori americani tradizionali, davanti a Chevrolet e Nissan appaiate al 55%. BMW e Mercedes si fermano entrambe al 54%, Kia al 53%, mentre Hyundai chiude allineata alla media nazionale del 52%.
Chi resta sotto la media: da Porsche a Polestar
Scendendo lungo la classifica 2026 il quadro cambia in fretta. Lucid, marchio americano nato attorno all’elettrico, si ferma al 50%, Lexus arriva al 49%, Mazda al 48%, GMC e Volvo al 47%. Porsche si ferma al 46%, Lincoln al 45% e Rolls Royce al 42%.
I valori più bassi tra i marchi presi in esame sono quelli di Aston Martin e Polestar, ferme entrambe al 37%. Ram, specializzata soprattutto in pick up e veicoli commerciali leggeri, raggiunge il 39%. In questi casi il distacco da Tesla supera i 20 punti percentuali, una voragine. C’è però un aspetto da tenere presente. Una percentuale alta non significa automaticamente che quel costruttore stia vendendo di più: il dato fotografa solo il comportamento di chi torna sul mercato dopo aver già avuto in garage un’auto di quella marca. Sono due cose diverse e vale la pena non confonderle.
Per l’Italia, al momento, un’indagine paragonabile non esiste. Un riferimento indiretto arriva però dall’Automotive Dealer Day 2026, dove i concessionari hanno premiato Toyota, BMW, Cupra e Ford Pro. La graduatoria completa dei primi posti negli Stati Uniti vede quindi Tesla al 64%, Ferrari al 61%, Toyota al 60%, Subaru al 59%, Honda e Ford al 58%, Chevrolet e Nissan al 55%, BMW e Mercedes al 54%, Kia al 53%, con la media USA a quota 52%.










