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Chi possiede un Tesla Cybertruck può finalmente usarlo come una centrale elettrica di riserva per la propria abitazione, perché la casa americana ha cominciato a distribuire la funzione Powershare Home Backup, quella che porta sul pick up elettrico la tecnologia Vehicle-to-Home. Il concetto è semplice da spiegare anche a chi non mastica di elettronica di potenza: l’energia accumulata nella batteria del veicolo fa il percorso inverso e finisce nell’impianto domestico quando la rete salta. Una promessa che accompagnava il mezzo fin dalla presentazione e che solo adesso diventa realtà, con qualche paletto ben preciso.
Serve la Powerwall 3, altrimenti niente
Il Cybertruck da solo non basta. Per sbloccare la funzione occorre un ecosistema completo, ovvero l’abbinamento con la Powerwall 3, l’accumulatore domestico di Tesla, più il caricatore Wall Connector. Quando l’elettricità viene a mancare, il lavoro combinato tra il pick up e la batteria a parete garantisce all’abitazione oltre tre giorni di autonomia aggiuntiva. Secondo i conti fatti dall’azienda, il contributo del veicolo equivale a montare in casa fino a nove Powerwall in più, un paragone che rende bene l’idea della riserva di energia che si porta in giro un mezzo di quelle dimensioni.
Sul piano della potenza erogata, sia la Powerwall 3 sia il sistema di scarica del Cybertruck arrivano a 11,5 kW in corrente alternata. Numeri più che sufficienti per tenere accesi frigorifero, pompa di calore, illuminazione e il resto degli elettrodomestici senza dover scegliere cosa sacrificare. Nelle case dotate di impianto fotovoltaico il meccanismo diventa ancora più interessante, perché la batteria a parete raccoglie la produzione dei pannelli e il pick up si comporta da accumulatore secondario, solo che sta su quattro ruote e all’occorrenza si sposta. Tesla, intanto, sta contattando una parte dei proprietari con un sondaggio preliminare prima di attivare la funzione da remoto.
Vecchi impianti e differenze con il Powershare del 2024
Il rollout parte soltanto per chi ha in casa l’ultima generazione di accumulatori. Chi possiede una Powerwall 2 o una Powerwall+ dovrà pazientare, perché il supporto è previsto entro la fine del 2026. Una distinzione che conta, perché il parco installato di batterie domestiche Tesla è composto in buona parte da modelli precedenti.
C’è poi un equivoco da chiarire, e riguarda il Powershare comparso nel 2024. Anche in quel caso il Cybertruck poteva alimentare l’abitazione durante un blackout, ma lo schema tecnico era un altro. Serviva l’accoppiata tra Powershare Gateway e Universal Wall Connector, e quel Gateway non disponeva di una batteria propria, quindi attingeva in modo diretto ed esclusivo all’accumulatore dell’auto. Con Home Backup il ragionamento cambia, perché il veicolo lavora in sinergia con la Powerwall 3 anziché sostituirla.
A spiegare come funziona il tutto è stato Wes Morrill, responsabile tecnico del progetto Cybertruck, che ha descritto un sistema capace di far dialogare fonti di energia differenti passando unicamente attraverso il cavo di ricarica. Niente hardware aggiuntivo, niente cablaggi speciali. L’aggiornamento si inserisce nel lavoro continuo di messa a punto che Tesla sta portando avanti sul pick up elettrico, un mezzo che nel tempo si è allontanato parecchio dalle caratteristiche dei primissimi esemplari consegnati ai clienti.
Fonte: TecnoAndroid








