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Dopo anni di rinvii, Tesla Roadster ha finalmente una data: il 10 ottobre. L’annuncio è arrivato direttamente dal profilo ufficiale dell’azienda su X, e riguarda la seconda generazione dell’hypercar completamente elettrica che il costruttore promette ormai da quasi dieci anni. Sul sito di Tesla è comparso anche un conto alla rovescia, accompagnato da un’immagine che sembra alludere a qualcosa di piuttosto particolare.
La storia di questo modello è fatta di appuntamenti mancati e scadenze spostate in avanti, quindi un po’ di scetticismo è comprensibile. Stavolta però ci sono segnali che fanno pensare a un impegno più concreto, a partire dal fatto che la comunicazione è partita dai canali ufficiali e non da indiscrezioni o battute buttate lì durante una presentazione.
La promessa dell’auto che vola
Il dettaglio più chiacchierato riguarda la possibilità che Roadster sia in grado di volare. Ad agosto era emersa la notizia di un lancio imminente proprio con questa caratteristica, e l’immagine teaser pubblicata sul sito sembra suggerire la presenza di propulsori a gas freddo, gli stessi che dovrebbero equipaggiare la versione legata a SpaceX. Come Tesla intenda tradurre tutto questo in un prodotto reale, però, non è dato saperlo.
C’è anche il precedente da tenere a mente. Le funzioni spettacolari annunciate in pompa magna dall’azienda non sempre hanno mantenuto le aspettative, e il pensiero corre alla Wade Mode di Cybertruck, presentata come una capacità straordinaria e poi rivelatasi decisamente più modesta nella pratica. Il rischio che la modalità volante si riduca a qualcosa di simile esiste, ed è concreto.
Numeri promessi nel 2017 e mai confermati
Chi aspetta questa vettura vive in una specie di limbo dal 2017, anno in cui il prototipo venne mostrato al pubblico per la prima volta. All’epoca Tesla parlava di accelerazione da 0 a 60 miglia orarie in meno di due secondi, velocità massima superiore alle 250 miglia orarie e un’autonomia oltre le 600 miglia. Cifre che, se confermate, collocherebbero il modello in una categoria a parte rispetto a qualsiasi altra auto elettrica sul mercato.
Anche i prezzi erano stati comunicati allora. La versione base partiva da circa 185.000 euro, mentre la Founder’s Edition saliva a circa 230.000 euro. Per prenotare serviva un versamento di circa 46.000 euro, una cifra non banale considerando che il prodotto non esisteva ancora e che nessuno sapeva quando sarebbe arrivato.
Chi ha già rinunciato ad aspettare
Il lungo silenzio ha avuto conseguenze. Diversi acquirenti che avevano messo i soldi sul tavolo hanno cancellato la prenotazione, e tra loro ci sono nomi piuttosto noti. Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha rinunciato. Stessa scelta per Marques Brownlee, uno degli youtuber più seguiti nel settore tecnologico. Due defezioni che pesano più di altre, perché raccontano bene il logoramento accumulato in questi anni di attesa.
La reputazione di Tesla sul rispetto delle date annunciate non gioca a favore, ed è un tema che l’azienda si porta dietro da tempo su più fronti. Ogni rinvio ha alimentato la sensazione che il progetto fosse finito in fondo alla lista delle priorità, schiacciato da altri lanci e da altre urgenze industriali.
Adesso il countdown sul sito scorre e la data del 10 ottobre è fissata. Quello che verrà mostrato resta in gran parte un mistero, sospeso tra le specifiche annunciate quasi un decennio fa e le suggestioni sui propulsori a gas freddo che il teaser lascia intravedere. L’evento chiarirà se l’hypercar elettrica manterrà i numeri promessi nel 2017 o se le cifre saranno riviste, e soprattutto cosa significhi davvero, in termini pratici, la capacità di volare di cui si parla da mesi.








