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Il telescopio spaziale Swift della NASA si prepara alle sue ultime osservazioni. Dopo un tentativo di salvataggio che non è andato a buon fine, il Neil Gehrels Swift Observatory ha ormai poco tempo davanti a sé prima di scendere abbastanza da bruciare nell’atmosfera terrestre. La sua lunga caduta verso il basso è diventata inarrestabile e il destino dell’osservatorio sembra segnato.
Per chi segue da vicino le missioni spaziali si tratta di una notizia che pesa. Un osservatorio orbitante non è mai soltanto un insieme di strumenti e pannelli, è il risultato di anni di lavoro e di una quantità enorme di dati raccolti. Proprio per questo l’idea di intervenire per prolungarne la vita aveva un senso preciso. Quel piano però non ha funzionato e adesso lo scenario è cambiato del tutto.
Swift della NASA: un salvataggio fallito e un’orbita che continua a scendere
Il punto centrale della vicenda è il tentativo di salvataggio non riuscito. Quando un’operazione del genere fallisce le alternative si riducono parecchio e per Swift la strada rimasta porta dritta verso il basso. L’osservatorio sta scivolando sempre più vicino alla Terra, in quello che viene descritto come un lento sprofondare verso l’oblio.
Il meccanismo generale è noto a chi si occupa di satelliti. Anche ad altezze molto elevate restano tracce sottilissime di atmosfera che frenano gli oggetti in orbita un po’ alla volta. Finché la quota è alta l’effetto si fa sentire poco. Man mano che il veicolo scende però l’aria diventa più densa e la frenata aumenta, così la discesa tende ad accelerare. È una dinamica che si alimenta da sola e che senza un intervento esterno porta sempre allo stesso esito.
Nel caso del Neil Gehrels Swift Observatory quell’intervento esterno era proprio il salvataggio che non è andato come sperato. Venuta meno questa possibilità, all’osservatorio non resta altro margine se non quello di sfruttare il tempo che ancora rimane prima del rientro definitivo.
Le ultime osservazioni prima del rientro in atmosfera
Ed è qui che entra in gioco la fase finale della missione. Invece di aspettare semplicemente la fine, Swift si sta preparando a portare a termine le sue ultime osservazioni. In pratica il telescopio continuerà a lavorare finché le condizioni lo permetteranno, provando a raccogliere ancora qualcosa di utile nel poco tempo concesso.
Per una missione scientifica è una scelta piuttosto naturale. Ogni giorno di attività in più significa altri dati da mettere da parte e da analizzare anche quando lo strumento non ci sarà più. Il valore di un osservatorio infatti sopravvive a lungo nelle informazioni che lascia in eredità a chi continuerà a studiarle negli anni successivi.
La conclusione di questa storia però è già scritta. Una volta scesa troppo in basso la sonna della NASA entrerà negli strati più densi dell’aria e l’attrito la farà surriscaldare fino a disintegrarla. Il rientro in atmosfera è la tappa finale per un osservatorio che non ha più modo di risalire.
Secondo quanto emerso, il Neil Gehrels Swift Observatory non ha molto tempo a disposizione. Dopo il salvataggio fallito il telescopio spaziale è destinato a bruciare nell’atmosfera terrestre, e fino a quel momento proverà a completare le sue ultime osservazioni.
Fonte: TecnoAndroid








