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GPT-6 Astra decifra un messaggio Enigma del 1941 irrisolto

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Un messaggio radio tedesco del 10 luglio 1941, cifrato con una macchina Enigma I e rimasto muto per oltre ottant’anni, ha finalmente restituito il suo contenuto grazie al lavoro svolto attorno a GPT-6 Astra, il modello di OpenAI presentato il 3 settembre 2026 e pensato per attività lunghe che mescolano navigazione web, programmazione, analisi dei dati e uso autonomo di strumenti. Il testo cifrato, catalogato come Nr. 172 e identificato dalla sigla MVUEH, era stato ricevuto alle 17:30 dalla stazione radio del Quartiermeister della SS-Totenkopf e contava appena 82 lettere. Crypto Cellar Research lo pubblicava dal 2005 nell’elenco dei messaggi bellici ancora irrisolti.

La svolta porta la data del 14 settembre 2026 e il nome di Carter Leffer, il ricercatore che ha guidato l’indagine tecnica e coordinato l’impiego di GPT-6 Astra insieme agli strumenti software costruiti per l’occasione. Individuata una configurazione compatibile, Leffer ha passato i risultati a Frode Weierud, studioso norvegese che da anni si occupa della storia e della crittoanalisi di Enigma. Il giorno dopo la verifica indipendente ha confermato tutto: la chiave recuperata riproduce sia il testo cifrato sia l’indicatore del messaggio, in modo coerente con il funzionamento reale della macchina e con la documentazione radio dell’epoca.

Perché quel messaggio resisteva da vent’anni

Enigma era una macchina elettromeccanica di cifratura usata dalle forze armate tedesche. Ogni volta che veniva premuto un tasto, il segnale elettrico attraversava un pannello a spine, una serie di rotori cablati e un riflettore, tornava indietro e accendeva una lettera diversa sul pannello luminoso. Dopo ogni carattere almeno un rotore avanzava di una posizione, cambiando in continuazione la sostituzione tra le lettere. Il risultato dipendeva dall’ordine dei rotori, dalla loro posizione, dalla regolazione degli anelli e dal pannello a spine. Per questo gli operatori seguivano una chiave giornaliera distribuita in anticipo.

Il punto è che per il 10 luglio 1941 gli altri messaggi della stessa serie risultavano compatibili con un’impostazione precisa, mentre applicandola a MVUEH non veniva fuori nulla di sensato in tedesco. Segnale abbastanza chiaro: parametri diversi, un’altra rete radio oppure una chiave speciale. La configurazione poi recuperata usa infatti il riflettore B e i rotori II, V e III da sinistra a destra, cioè l’ordine 2-5-3, contro il 5-2-1 del resto del traffico giornaliero. A sbloccare la situazione è stato il confronto con SIPVX, un messaggio dello stesso giorno già risolto da Alex Shovkoplyas nel 2017, dove compariva due volte il nome ROSENOW.

Il software scritto dall’AI e i numeri della ricerca

GPT-6 Astra ha passato al setaccio i messaggi irrisolti disponibili e ha collegato MVUEH al testo noto di SIPVX. Il pacchetto tecnico pubblicato insieme al risultato contiene un motore di ricerca scritto in C++17, script Python, tabelle linguistiche, dati intermedi e i 49 risultati del batch che conteneva la soluzione, più un verificatore standalone compatibile con Python 3.10 e versioni successive. L’esplorazione ha coperto 43.016 batch e circa 4,29 miliardi di combinazioni tra comportamento dei rotori e posizionamento del crib, cioè quella porzione di testo in chiaro che si ipotizza compaia nel cifrato e che serve a restringere il campo delle chiavi. Solo 923 configurazioni risultavano compatibili con l’intestazione, prova che l’header da solo non basta.

Il testo letterale recuperato suona così: BTTE UM ANGABE DES MARSQWEGES X BEFINDE MIQ IN X ROSENOW ROSENOW X SOFORT FUNKANTWORT X WASCHBBSCH. Secondo le convenzioni tedesche dell’epoca la Q sostituisce CH in alcune parole e la X fa da separatore. Tradotto, una richiesta di indicazioni sul percorso di marcia, con il mittente che comunica di trovarsi a Rosenow e sollecita una risposta radio immediata.

Nessuna Enigma violata, semmai un metodo nuovo

Weierud descrive il modello come protagonista di un lavoro condotto in larga parte in autonomia dopo l’obiettivo iniziale. La documentazione di Leffer è più cauta e parla di una indagine guidata dal ricercatore, con agenti specializzati che consultano fonti, scrivono programmi, eseguono esperimenti e sottopongono le ipotesi a controlli incrociati. Enigma del resto era già stata violata: Marian Rejewski e i crittoanalisti polacchi ottennero risultati decisivi dal 1932, mentre a Bletchley Park Alan Turing e Gordon Welchman misero a punto metodi e macchine per recuperare le chiavi operative tedesche. Qui si parla di un singolo messaggio storico, difficile per lunghezza ridotta, chiave anomala, errori di trascrizione e comportamento dei rotori. Un modello linguistico non possiede scorciatoie matematiche per invertire la macchina, ma può leggere archivi, costruire codice, lanciare ricerche massicce e cambiare strada quando un esperimento fallisce.

Fonte: TecnoAndroid

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