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Un prototipo di Surface Phone mai arrivato sul mercato riemerge dopo oltre un decennio, e cambia parecchio il modo in cui va letta l’avventura mobile di Microsoft. Non un doppio schermo, non una cerniera, niente sperimentazioni: uno smartphone tradizionale, monoblocco, con un solo display, che sarebbe potuto debuttare già nel 2014 e che invece è rimasto chiuso in un laboratorio. Le immagini circolate mostrano un oggetto finito nell’aspetto, non un abbozzo su carta, e questo rende la storia ancora più curiosa.
Il dispositivo porta addosso tutti i tratti riconoscibili della famiglia Surface dell’epoca. Chassis argentato, esteticamente identico a quello del Surface 2 del 2013, logo Windows bene in evidenza sulla scocca, tasti fisici di navigazione nella parte bassa del frontale. Una scelta di design che oggi appare datata, ma che allora era la norma. Secondo quanto emerso, il telefono girava su Windows Phone 8.1 ed era mosso da un chip Qualcomm non identificato con precisione, probabilmente uno degli Snapdragon delle serie 200, 400, 600 o 800 in circolazione in quel periodo. Lo schermo sarebbe stato da 720p, risoluzione assolutamente standard per il 2014, accompagnato da tasti fisici dedicati a volume, fotocamera e accensione.
Perché l’affare Nokia ha fatto sparire il progetto
Il tempismo spiega quasi tutto da solo. Microsoft aveva annunciato l’acquisizione della divisione dispositivi e servizi di Nokia nel settembre 2013, e con ogni probabilità è proprio in quel frangente che il progetto del telefono a marchio Surface è finito nel cassetto. Avere improvvisamente in casa una macchina industriale già rodata, capace di sfornare telefoni su larga scala, rendeva poco sensato portare avanti in parallelo una linea nuova costruita da zero.
Così la strada scelta è stata quella di ereditare e proseguire la gamma Lumia, che nel 2014 si è concretizzata con il Lumia 535. Un modello di fascia bassa, pensato per i volumi, lontanissimo dall’idea di prodotto premium che il marchio Surface aveva iniziato a costruire con i suoi tablet. Il telefono Surface, che magari avrebbe potuto essere presentato sullo stesso palco di un Surface Pro, non ha mai visto la luce.
Sono servite altre sei anni prima che Microsoft tornasse a proporre uno smartphone con quel marchio. Ed è arrivata con una filosofia opposta rispetto a quel prototipo dimenticato.
Il paradosso del doppio schermo del Surface Duo
Il Surface Duo del 2020, come poi il successivo Surface Duo 2, ha puntato tutto su una formula che nessun altro stava praticando: due display separati uniti da una cerniera. Il primo modello montava due pannelli AMOLED da 5,6 pollici ciascuno, una cerniera capace di ruotare fino a 360 gradi, uno Snapdragon 855 abbinato a 6 GB di RAM, e usciva di fabbrica con Android 10. Aperto completamente diventava una sorta di piccolo tablet da 8,1 pollici.
Hardware curato, senza dubbio, ma proprio quell’architettura a due schermi distinti, con la cerniera centrale sempre visibile anche a dispositivo aperto, ha complicato la vita a moltissimi utenti. Il software non è mai stato ottimizzato davvero per un’esperienza a due display, e la distanza dalla semplicità di un telefono normale si è sentita nell’uso di ogni giorno. Il doppio schermo, pensato come elemento distintivo, si è rivelato il limite più grosso di tutta la linea.
Da qui il paradosso. Quel prototipo nato tra il 2013 e il 2014, con la sua impostazione tradizionale e senza compromessi strutturali, avrebbe forse avuto qualche possibilità in più sul mercato rispetto a quanto Microsoft ha effettivamente venduto sei anni più tardi. Un telefono normale, con un solo schermo, nessuna cerniera da gestire e nessuna app da riscrivere per farla funzionare su due pannelli. Le immagini recuperate mostrano un dispositivo che, almeno nella forma, sembrava già pronto per gli scaffali.









