In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
Lo sviluppo di Stellar Blade è stato molto più tormentato di quanto la sua carriera commerciale lasci immaginare, al punto che lo studio coreano dietro il gioco si è ritrovato con i soldi in cassa sufficienti a pagare gli stipendi per appena tre mesi. A raccontarlo è stato Hyung Tae Kim, amministratore delegato di Shift Up, in una conversazione che arriva mentre l’attenzione si sposta verso il seguito, Stellar Blade: Blood Rain. La storia, in sostanza, è quella classica di un progetto ambizioso nato in uno studio che nessuno considerava abbastanza solido per reggerlo. Gli investitori guardavano i numeri, guardavano le dimensioni del gioco, e concludevano che il rischio fosse eccessivo. Qualcuno arrivò addirittura a suggerire un cambio di rotta, come dire: fate qualcos’altro, qualcosa di più piccolo, e allora forse se ne può parlare. Diversi publisher importanti, di cui non vengono fatti i nomi, dissero semplicemente no.
Tre mesi di stipendi e nient’altro
Le parole di Kim sono piuttosto asciutte. Durante lo sviluppo di Stellar Blade, ha spiegato, ci fu un periodo in cui l’azienda era nella condizione di poter coprire gli stipendi per circa tre mesi. Non una frase detta per costruire un racconto epico a posteriori, ma la fotografia di un momento in cui il progetto poteva chiudersi da un giorno all’altro. La cronologia esatta resta un po’ nebulosa, anche se il riferimento sembra collocarsi tra il 2020 e il 2021. All’epoca il gioco era conosciuto con il nome in codice Project Eve, e mancavano ancora anni all’uscita effettiva. Quel che ha tenuto in piedi la baracca, di fatto, è stato un titolo completamente diverso: Goddess of Victory: Nikke, il gioco di ruolo free to play con meccaniche gacha lanciato nel 2022, capace di generare decine di milioni di dollari in poco tempo dopo il debutto sul mercato. Un incasso che ha dato a Shift Up l’ossigeno necessario per non mollare la presa sul progetto principale.
La svolta arrivata da PlayStation
Il punto di rottura, dopo una lunga sequenza di porte chiuse in faccia, è arrivato quando Shuhei Yoshida, all’epoca presidente di Sony Interactive Entertainment Worldwide Studios e responsabile di PlayStation Indie, ha messo le mani su una build giocabile. Gli è bastata per proporre un accordo di pubblicazione. Da lì in poi la traiettoria è cambiata radicalmente, tanto che nel dicembre 2025 Kim ha ricevuto un’onorificenza presidenziale per i meriti acquisiti nei confronti dell’industria videoludica sudcoreana. Interessante anche il modo in cui il dirigente legge il successo della propria azienda. Nessuna autocelebrazione, nessun riferimento alla visione geniale: secondo Kim la prosperità di Shift Up coincide con quella dei giocatori che si divertono con i suoi titoli. Sono le community, in ultima analisi, a tenere accese le luci. Una lettura che, considerando da dove è partita l’azienda, suona meno retorica del solito.
Cosa bolle in pentola adesso
Il presente di Shift Up è decisamente più affollato rispetto agli anni della crisi. È in arrivo la conversione di Stellar Blade per Switch 2, mentre Stellar Blade: Blood Rain è attualmente in sviluppo. A questi si aggiunge almeno un altro progetto, ancora senza titolo e senza dettagli pubblici. La differenza rispetto al passato è evidente anche nei toni con cui lo studio si muove nel settore. Kim si è detto disponibile a dare una mano a PlatinumGames per la realizzazione di Bayonetta 4, un’apertura che qualche anno fa sarebbe stata impensabile per un’azienda che faticava a convincere chiunque a firmare un assegno. Stavolta, a differenza del periodo in cui la cassa bastava per novanta giorni scarsi, il tempo a disposizione per portare a termine i lavori è decisamente più ampio.
Fonte: TecnoAndroid








