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Starlink, primo router WiFi 7 alla FCC: ma la velocità non cambia

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Il primo router WiFi 7 di Starlink ha appena fatto capolino nei documenti depositati presso la FCC, l’ente che negli Stati Uniti certifica i dispositivi radio, e la notizia merita una premessa subito chiara: chi si aspetta una connessione più veloce grazie a questo apparecchio rimarrà deluso. Il salto tecnologico c’è, ed è concreto, ma riguarda la gestione della rete domestica, non la banda che arriva dal cielo. La società di Elon Musk continua a lavorare per rendere l’internet satellitare qualcosa di ordinario, e un aggiornamento dell’hardware casalingo rientra esattamente in quella logica.

Il modello si chiama UTR-261 e, dalla documentazione tecnica presentata, emerge un quadro abbastanza definito. Oltre al supporto al WiFi 7, che rappresenta la novità principale, l’apparecchio mette a disposizione due porte Ethernet, una porta USB-C e la compatibilità con il PoE, ovvero il Power over Ethernet, il sistema che permette di alimentare un dispositivo attraverso lo stesso cavo di rete. Dettagli che, messi in fila, raccontano di un prodotto pensato per essere più flessibile rispetto a quanto visto finora nel catalogo.

Cosa cambia rispetto al Router Mini

Il termine di paragone naturale è il Router Mini, identificato dalla sigla UTR-251, che a oggi resta l’apparecchio più recente proposto da Starlink e che aveva ottenuto il via libera della FCC nell’aprile del 2025. Rispetto a quel modello, l’UTR-261 si presenta con una dotazione decisamente più ricca, sia sul fronte della connettività wireless sia su quello delle porte fisiche. Un passo avanti che, sulla carta, dovrebbe tradursi in una copertura migliore all’interno delle abitazioni e in una gestione più efficiente dei dispositivi collegati contemporaneamente.

Dai documenti si ricava anche che la produzione avviene in Vietnam e che il router è destinato all’uso in ambienti interni. Quello che invece manca del tutto è l’aspetto estetico: nessuna immagine è stata resa pubblica, perché l’azienda ha chiesto esplicitamente alla FCC di mantenere riservati sia le fotografie sia il manuale d’uso per almeno 180 giorni. Una richiesta piuttosto comune quando un prodotto non è ancora pronto per l’annuncio commerciale, ma che lascia i curiosi a bocca asciutta per parecchi mesi.

Perché la velocità resta la stessa

Qui sta il punto che rischia di generare più equivoci. Le antenne di Starlink viaggiano attualmente con un limite fissato a 400 Mbps, mentre le ambizioni dichiarate parlano di arrivare alla velocità gigabit in un futuro non troppo lontano. Solo che quel traguardo dipende dall’infrastruttura, cioè dai satelliti in orbita e dalle antenne installate a terra, non certo dall’apparecchio che distribuisce il segnale dentro casa. Un router WiFi 7 può gestire molto di più di 400 Mbps senza il minimo sforzo, ma non può creare banda che semplicemente non arriva.

Le capacità teoriche dello standard WiFi 7 sono infatti largamente superiori ai numeri di cui si parla in ambito satellitare. Nelle discussioni tra utenti su Reddit la lettura più diffusa è che l’apparecchio sia stato progettato soprattutto per massimizzare la portata del segnale, più che per posizionarsi come un router di fascia altissima. Una scelta che ha una sua logica, considerando che gli abbonati al servizio si trovano spesso in case isolate, casolari di campagna o strutture dove la copertura interna conta molto più della velocità di picco.

Il vantaggio reale, quindi, riguarda la stabilità e la distribuzione del segnale tra le stanze, insieme alla possibilità di sfruttare le porte aggiuntive e l’alimentazione via cavo di rete. Con la certificazione avviata e il periodo di riservatezza chiesto alla FCC, la presentazione ufficiale dell’UTR-261 non dovrebbe essere questione di settimane.

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