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Starlink diventa operatore mobile: SpaceX sfida Verizon e T-Mobile

Le reti cellulari come le conosciamo potrebbero cambiare volto, e la spinta arriva da un nome che finora abbiamo associato soprattutto a internet dal cielo. SpaceX vuole trasformare Starlink in un vero e proprio operatore mobile, capace di sfidare i grandi del settore. L’idea di fondo è semplice da spiegare ma tutt’altro che banale da realizzare, ovvero mettere insieme antenne a terra e satelliti in orbita per costruire una rete più flessibile e meno legata alle classiche torri radio.

Per capire la portata della cosa basta ricordare come hanno funzionato le reti telefoniche fino a oggi. Migliaia di torri sparse sul territorio, collegate tra loro da un’infrastruttura terrestre complessa e costosa. Un modello che ha retto per anni, certo, ma che ha i suoi limiti evidenti soprattutto nelle zone poco coperte. Quello che l’azienda guidata da Elon Musk ha in mente è invece un approccio ibrido, dove il segnale passa in parte dal terreno e in parte dallo spazio.

Frequenze da EchoStar e stazioni radio a basso costo

I piani sono stati messi sul tavolo durante la prima conferenza con gli investitori dopo la quotazione in Borsa, e la direzione è chiara. SpaceX non vuole più limitarsi a offrire connessione internet via satellite, ma diventare un operatore completo, in grado di trasmettere dati e voce e di giocarsela direttamente con Verizon, AT&T e T-Mobile. Non proprio dei pesi piuma, insomma.

Il progetto parte dalle frequenze wireless acquisite da EchoStar. L’azienda ha a disposizione 65 MHz di spettro radio, cioè la porzione di frequenze che serve per far viaggiare voce e dati sulla rete. E qui arriva la mossa interessante. Secondo la presidente Gwynne Shotwell, invece di spendere cifre enormi per costruire migliaia di torri cellulari tradizionali, l’idea è di installare tante stazioni radio economiche collegate direttamente ai satelliti Starlink.

Il risultato dovrebbe essere un’infrastruttura ibrida, dove il costo di realizzazione crolla rispetto al modello classico e la copertura si estende sfruttando quello che orbita sopra le nostre teste. Un ribaltamento della logica con cui sono nate le reti mobili, dove il satellite non è più solo un’ancora di salvezza per le zone isolate ma diventa parte integrante del sistema. Le ambizioni di Elon Musk nel settore delle telecomunicazioni, del resto, non sono mai state un mistero, e questa presentazione agli investitori le rende ancora più concrete.

Con lo spettro di EchoStar in mano e la costellazione Starlink già operativa, i pezzi per costruire questa rete ci sono quasi tutti. Il salto da fare è quello di trasformare una tecnologia pensata per portare internet nei posti più remoti in un servizio capace di reggere il confronto con gli operatori mobili più affermati sul mercato statunitense.

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